fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 18 marzo 2026

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C’è un aspetto di questo brano che spesso ci sfugge, ma che tocca da vicino la nostra vita quotidiana. Gesù dice: «Il Padre mio opera sempre e anch’io opero».

Noi, invece, quante volte diciamo: “Oggi no”, “Forse domani”, “Quando avrò più tempo”, “Quando starò meglio”? Viviamo spesso con l’idea che la vita vera sia rimandata, sospesa, in attesa che qualcosa cambi.
Eppure, la realtà è un’altra. La vita non si ferma mai. Anche nei giorni più monotoni, anche quando facciamo sempre le stesse cose, anche quando ci sembra di non combinare nulla di importante. Dio è all’opera proprio lì: nel lavoro ripetitivo, nella fatica che nessuno vede, nelle relazioni che richiedono pazienza, nei piccoli gesti fatti senza entusiasmo ma con fedeltà.

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Gesù ci sta dicendo che Dio non entra in azione solo nei momenti straordinari. Non aspetta che tutto sia perfetto. Opera adesso. E se il Padre opera sempre, allora ogni momento della nostra giornata può diventare un luogo di vita, di crescita, di salvezza.

Questo cambia lo sguardo. Nulla è inutile. Nulla è sprecato. Anche ciò che oggi ti sembra povero, ripetitivo o pesante può diventare spazio di vita nuova, se vissuto con Lui.

Le parole di Gesù sono vere perché parlano della vita com’è davvero: una vita che non aspetta condizioni ideali, ma che può fiorire proprio mentre cammini, così come sei. E oggi, esattamente oggi, Dio è già all’opera anche in te.

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