fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 15 Gennaio 2026

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Il lebbroso, nel Vangelo, non pretende nulla. Si avvicina a Gesù con insistenza lo supplica: “Se vuoi, puoi purificarmi”. Sa di non avere diritti, ma si affida alla misericordia. Gesù si lascia toccare nel profondo: prova compassione, allunga la mano e lo guarisce.

Mi sono chiesto perché Gesù attende di essere supplicato? La risposta che mi sono dato è questa: perché la sua compassione ha un costo alto: da quel momento, Gesù inizia a essere rifiutato dalla gente, il vangelo dice che non lo lasciavano più entrare nelle città.

Così è anche nella nostra vita. La vera compassione non è solo una bella parola: è una scelta scomoda. È quando ti fermi ad ascoltare qualcuno che ti provoca, quando dai tempo a chi non ti può restituire nulla, quando perdoni anche se dentro sei ferito. La compassione ti espone, ti consuma un po’, ti toglie qualcosa.

Ma proprio lì si nasconde il Vangelo. Perché ogni volta che scegli di amare invece di difenderti, di aiutare invece di scappare, di comprendere invece di giudicare, stai diventando più simile a Gesù.
Sì, la compassione costa. Ma dona un cuore libero, vero, vivo. E chi ama così, anche se perde qualcosa, però non perde mai la luce interiore.

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