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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 14 Stefano 2024

Gesù ci parla del suo essere “innalzato”, riferendosi alla croce. Ma attenzione, non è un simbolo di sconfitta! Al contrario, è il segno più alto dell’amore di Dio per noi. Pensate: il Creatore dell’universo sceglie di entrare nella nostra realtà, di condividere le nostre sofferenze, fino al punto di dare la sua vita per noi.

La croce di Gesù ci ricorda che non siamo mai soli nelle nostre difficoltà. Quando ci sentiamo schiacciati dai problemi, quando il dolore sembra sopraffarci, possiamo guardare alla croce e trovare conforto. Gesù è passato attraverso tutto questo, e lo ha fatto per amore nostro.

Ma c’è di più. La croce non è solo un simbolo di sofferenza condivisa, è anche una promessa di redenzione. Gesù ci dice che chiunque crede in Lui avrà la vita eterna. Questo significa che le nostre vite, con tutte le loro imperfezioni e fallimenti, possono essere trasformate. La croce ci offre una nuova prospettiva, una speranza che va oltre le circostanze immediate.

Il potere della croce nella nostra vita quotidiana sta proprio in questo: ci ricorda che siamo amati incondizionatamente, che c’è sempre una possibilità di ricominciare, che nessuna situazione è troppo disperata per Dio. Quindi, la prossima volta che ti senti scoraggiato, ricorda la croce. Lascia che ti ispiri a rialzarti, a perdonare, ad amare in modo più profondo.

Perché è attraverso la croce che scopriamo la vera essenza dell’amore di Dio: un amore che non condanna, ma che salva. Lasciamo che il potere della croce trasformi le nostre vite, riempiendole di speranza, coraggio e amore. Perché è proprio questo che Dio desidera per ciascuno di noi: una vita piena, ricca di significato, illuminata dal Suo amore infinito.

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