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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 14 Febbraio 2025

Gesù invia i settantadue discepoli a due a due, dicendo: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe.” (Lc 10,2). Questo ci ricorda che il mondo è un campo immenso e fertile, pronto per accogliere l’opera del Regno di Dio.

Noi siamo chiamati a essere operai nella grande impresa di Gesù. Non è un compito riservato solo a sacerdoti o missionari, ma a tutti noi, nella nostra quotidianità. Ogni gesto d’amore, ogni parola di conforto, ogni azione che promuove la giustizia e la pace contribuisce a questa missione. Gesù ci invita a collaborare con Lui con fiducia, sapendo che non siamo mai soli.

Tuttavia, c’è molto da fare. La messe è abbondante e gli operai sono pochi. Per questo motivo Gesù ci esorta a pregare. La preghiera non è solo per chiedere che altri rispondano alla chiamata, ma anche per rinnovare il nostro impegno personale, per trovare forza e luce nel cammino. Pregare per noi stessi e per gli altri significa riconoscere che tutto dipende da Dio e che solo con il Suo aiuto possiamo portare frutto.

Oggi possiamo domandarci: come posso essere operaio nel campo di Gesù? Forse è un sorriso donato a chi è triste, una mano tesa a chi è in difficoltà, o una parola di speranza per chi si sente perso. Allo stesso tempo, non dimentichiamo di pregare per chi è già in missione e per chi ancora deve rispondere alla chiamata.

Signore Gesù, grazie per averci chiamati a lavorare nel tuo campo. Donaci occhi per vedere la messe abbondante e un cuore generoso per rispondere alla tua chiamata. Sostienici nelle fatiche e aiutaci a rimanere fedeli. Ti preghiamo per noi e per tutti i tuoi operai, affinché la tua missione porti frutto in abbondanza. Amen.

Unisciti a noi per un cammino di fede e preghiera comunitario.

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