Giovanni il Battista, l’uomo del deserto, il profeta coraggioso che aveva preparato la via al Messia, arriva a un momento di dubbio. Dalla prigione manda a chiedere a Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». È una domanda che nasce dal buio, dal silenzio, forse dalla delusione.
Anche noi, come Giovanni, attraversiamo momenti in cui non tutto ci è chiaro. Quando le nostre preghiere sembrano non essere ascoltate, quando la vita non va come pensavamo, nasce dentro di noi la stessa domanda: “Sei davvero Tu, Signore? Sei Tu che guidi la mia vita, o devo cercare altrove?”.
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Ma Gesù non rimprovera Giovanni. Gli risponde mostrando i segni del Regno: i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i poveri ricevono una buona notizia. È come se dicesse: “Guarda, Giovanni, guarda i frutti, guarda la vita che nasce intorno a me. Fidati anche se non capisci tutto.”
I dubbi non sono segno di poca fede. Sono parte del cammino. Il vero pericolo non è dubitare, ma smettere di portare i nostri dubbi davanti a Gesù. Quando li mettiamo nelle Sue mani, essi diventano occasione di incontro, di maturità, di fede più profonda.
Oggi possiamo fare lo stesso: presentare a Gesù le nostre incertezze, le nostre domande, le nostre ferite. Dirgli con sincerità: “Mostrami, Signore, i segni della Tua presenza nella mia vita”. E Lui, piano piano, ci aprirà gli occhi per riconoscerlo nei gesti di amore, nella pace che nasce nel cuore, nei segni di bene che fioriscono anche nelle notti più buie.
