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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 13 Ottobre 2024

“Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.” A prima vista, potremmo chiederci: Gesù non sta negando la sua divinità?

Quando Gesù dice che solo Dio è buono, ci sta ricordando che tutta la bontà che possiamo manifestare come esseri umani proviene da Dio. È un modo per sottolineare che Dio è la fonte di ogni virtù e perfezione. Gesù, essendo una cosa sola con il Padre, incarna pienamente questa bontà divina.

Quindi Gesù sta implicitamente dicendo: “Se vedi la bontà in me, stai vedendo la bontà di Dio”. È un invito a guardare oltre la superficie, a riconoscere la presenza divina in Gesù.

Inoltre, questa risposta serve a spostare l’attenzione del giovane ricco (e la nostra) da una visione superficiale della bontà a una comprensione più profonda. Non si tratta solo di seguire delle regole o di compiere buone azioni, ma di connettersi con la fonte stessa della bontà, che è Dio.

In conclusione, la risposta di Gesù non è una negazione della sua divinità, ma un invito a riconoscere la vera fonte della bontà e a cercare una relazione più profonda con Dio. Ci ricorda che la vera bontà non è un’etichetta che possiamo attaccarci da soli, ma un dono che riceviamo quando siamo in armonia con lo Spirito santo che è dentro di noi. Cechiamo allora questa bontà che nasce dalla docilità allo Spirito.

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