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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 13 novembre 2025

Alcune settimane fa al mattino presto ho aperto la finestra della mia camera, ed ho visto un cielo che era di un colore tra il rosa e l’arancio, uno spettacolo stupendo ma allo stesso inquietante, non avevo mai visto quei colori di mattina.

Poi mi sono informato ed hanno detto che era a causa di una nuvola di sabbia sollevata dal vento. Sicuramente sarà vero, ma mi ha comunque fatto pensare a come il mondo sta cambiando, a come la natura stessa ci parla di trasformazioni che spesso non comprendiamo.

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Anche i farisei, nel Vangelo di Luca, domandano a Gesù quando verrà il regno di Dio. Ma Gesù risponde che il regno non viene in modo da attirare l’attenzione, perché il regno di Dio è già in mezzo a noi. Non è questione di strani segni, né di cieli dai colori insoliti, ma di aprire il cuore per riconoscere la sua presenza già ora.

Spesso noi cerchiamo segni straordinari, ci preoccupiamo del futuro, ci domandiamo quando arriveranno i cambiamenti decisivi. In realtà il Vangelo ci ricorda che Dio è già all’opera, anche se non lo vediamo con gli occhi. Il regno cresce silenzioso in gesti semplici: un atto di perdono, una parola di pace, un momento di preghiera.

Il Regno di Dio è presente anche in questo momento in cui stiamo ascoltando il Vangelo.
E allora forse il segreto non è tanto scrutare il cielo per capire cosa accadrà, ma imparare a guardare dentro di noi e attorno a noi, con occhi di fede, per accorgerci che il Signore è già presente, e che il suo regno inizia proprio dal nostro cuore.