fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 11 Febbraio 2026

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Quante volte pensiamo che il problema sia “fuori di noi”: una parola detta male, un gesto che ci ha feriti, una situazione che non va come vorremmo.

Magari torniamo a casa nervosi dopo una giornata storta e diciamo: “Se non fosse successo questo, starei bene”. È un modo molto umano di leggere la realtà. Eppure Gesù ci spiazza: non è ciò che entra da fuori a renderci impuri, ma ciò che esce dal cuore.

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Facciamo un esempio semplice e concreto. Una persona ci manca di rispetto. Dentro di noi nasce subito una reazione: rabbia, giudizio, desiderio di rispondere colpo su colpo. Spesso giustifichiamo tutto dicendo: “È colpa sua, mi ha provocato”. Ma Gesù va più in profondità. Quella parola dell’altro non ha creato il male: lo ha fatto emergere. Ha tirato fuori qualcosa che era già dentro di noi.

Questo non serve a colpevolizzarci, ma a renderci liberi. Se il problema fosse solo fuori, saremmo sempre prigionieri delle situazioni e degli altri. Invece Gesù ci restituisce responsabilità e dignità: il nostro cuore può cambiare. Può essere curato, purificato, rinnovato.

La buona notizia è proprio questa: non siamo condannati a reagire sempre allo stesso modo. Possiamo fermarci, riconoscere ciò che abita il nostro cuore e portarlo a Dio così com’è. Da lì nasce un cammino nuovo, fatto di verità, di libertà e di pace. E ogni piccolo passo verso la purificazione del nostro cuore è già una vittoria.

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