fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 10 Gennaio 2026

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A volte mi arrivano richieste di catechesi che toccano temi molto diversi: la fede quotidiana, i dubbi, le domande difficili… e a volte qualcuno mi chiede parole forti, chiare, per accusare il mondo e le sue ingiustizie.

Sono richieste sincere, nate dal desiderio di capire e di fare la cosa giusta. E sono anche necessarie, perché la fede non ci chiede di chiudere gli occhi davanti al male.
Ma ognuno deve conoscere la propria missione.

Io, ogni volta che prego, torno a queste parole di Gesù: “Mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.” È lì che sento che il mio cuore si accende. Sento che il mio posto è quello: annunciare speranza, guarigione, misericordia. Non perché ignori le ingiustizie del mondo, ma perché credo che la vera trasformazione comincia dal cuore delle persone.

Io credo che quando portiamo una parola buona, quando rialziamo chi è scoraggiato, quando ricordiamo a qualcuno che è amato da Dio, stiamo già cambiando il mondo. È così che Gesù ha iniziato: non giudicando, ma sanando; non alzando la voce, ma rialzando i piccoli.

E forse anche tu oggi puoi chiederti qual è la tua missione. Quale parola ti ha affidato il Signore? Da dove vuole far passare il bene attraverso di te?

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Quando lo scopri, non ti senti più perso, senti una forza nuova dentro: non sei più solo a parlare, è Lui che parla attraverso di te.

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