Nei racconti della nascita di Gesù vediamo i pastori che, dopo l’annuncio dell’angelo, si affrettano verso Betlemme dove trovano Maria, Giuseppe e il bambino nella mangiatoia. Questo momento così intimo ci mostra Maria in un duplice ruolo fondamentale: quello di madre terrena di Gesù e quello di prima credente che “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”.
Proprio questo “custodire nel cuore” di Maria ci rivela come il suo ruolo materno vada ben oltre il parto e la cura fisica di Gesù bambino. Maria diventa il modello perfetto di accoglienza e meditazione della Parola di Dio. La sua maternità si trasforma gradualmente da puramente fisica a spirituale, fino a diventare universale ai piedi della croce, quando Gesù la affida come Madre a Giovanni e, attraverso lui, a tutta l’umanità.
Come i pastori hanno riconosciuto in quel bambino il Salvatore grazie alla presenza premurosa di Maria, anche noi oggi siamo chiamati a riconoscere in lei la Madre che ci guida a Gesù. La sua intercessione materna non si è conclusa con la vita terrena di Cristo, ma continua nei secoli: Maria resta accanto a ciascuno di noi come presenza amorevole che indica la via verso suo Figlio.
Come ha custodito e meditato nel suo cuore gli eventi della nascita di Gesù, così oggi Maria custodisce e presenta a Dio le preghiere e le necessità di tutti i suoi figli, esercitando quella maternità universale che il Figlio le ha affidato.
Siamo invitati quindi a rivolgerci a lei con la confidenza di figli, certi che come ha accompagnato con amore il cammino terreno di Gesù, così accompagna con la stessa premura il nostro cammino di fede verso il Padre.
