Il pane.
E’ l’elemento al centro delle letture di oggi e lo sarà anche nei Vangeli delle prossime due Domeniche.
E’ cibo indispensabile.
Quando manca si ha fame e, chi ne è privo, inizia a “ mormorare “.
Mormorano, come vediamo nella prima lettura ( Es 16, 2-4. 12-15 ), gli ebrei contro Mose’ che li ha condotti nel deserto.
Rimpiangono addirittura la schiavitù dicendo: “ Fossimo morti per mano del Signore nella terra d’Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! “.
Rimpiangono il pane degli egiziani, di cui erano schiavi!!!
Meglio la pancia piena che la libertà, per conquistare la quale bisognava attraversare il deserto.
E rimpiange il pane anche la folla che, allontanatosi Gesu’, si mette sulle barche per raggiungerlo.
Il Signore subito li smaschera dicendo loro: “ voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati “.
Aggiunge però una frase: “ Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà “.
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Datevi da fare, cioè impegnatevi.
Noi tutti ci impegniamo, ogni giorno, per procurarci il pane occorrente per sfamare le nostre famiglie.
Tutto giusto, tutto corretto.
Ma il messaggio di Gesu’ è chiaro: non possiamo indirizzare tutte le nostre energie alla ricerca di questo pane.
Ne esiste un altro, di cui abbiamo ancora piu’ bisogno: è il Pane di Vita, è Dio stesso.
E allora il Vangelo di oggi ci vuole indurre ad una riflessione sul nostro modo di impiegare il tempo.
Ne dedichiamo una parte a procurarci “ il Pane di Vita “ o lo utilizziamo tutto per il pane materiale, utilissimo, certamente, ed indispensabile, ma che non sfama e che ci costringe, quotidianamente, a procurarcene altro?
E si, perché la differenza tra i due pani sta qui: il “ Pane di Vita “ sfama, quello materiale no.
” Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! “.
Che significa quest’espressione?
Che se ci mettiamo alla sequela di Cristo non avremo piu’ fame e non dovremo piu’ impegnarci nel lavoro per procurarci il “ pane materiale “ perché ci penserà il Signore?
Assolutamente no.
Significa che bisogna spendere una parte del proprio tempo a sfamare l’anima e non il corpo.
Se lo utilizziamo tutto per il corpo l’anima “ resta digiuna “ ed il risultato è quell’insoddisfazione perenne che ci connota.
Se, invece, iniziamo a “ nutrire l’anima “, ne trarrà giovamento anche il corpo e anche la fatica necessaria per procurarci il pane materiale ci risulterà piu’ leggera.
Il testo di oggi non è quindi un invito al disimpegno, al non occuparsi del “ pane materiale “, ma è un’ indicazione a non trascurare, anzi a dare priorità, al “ Pane di Vita “, a Gesu’ Cristo.
Stiamone certi che, cosi’ facendo, ne trarremo enorme giovamento.
L’Estate è proprio il tempo propizio, rallentandosi i ritmi della nostra frenetica vita, per iniziare a dedicare piu’ tempo alla ricerca del “ Pane di Vita “.
Se lo faremo, ci accorgeremo che ci piacerà, ci sentiremo sazi e diremo anche noi: “ Signore dacci sempre questo pane “.
Lui ci risponderà: Quel pane sono IO e sono sempre qua, aspetto solo te.
Buona Domenica e buona Estate a tutti.
