Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 19 Luglio 2020

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Anche questa Domenica, cosiโ€™ come la precedente, ha per protagonisti โ€œ i semi โ€œ, โ€œ il seminatore โ€œ, โ€œ il terreno โ€œ.

Gesuโ€™ insegna utilizzando queste parole tratte dal linguaggio contadino, molto familiari al suo uditorio.

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Oggi, in particolare, usa questi termini per spiegare che cosa รจ il โ€œ Regno dei cieli โ€œ.

La prima similitudine รจ tra โ€œ regno dei cieli โ€œ e โ€œ uomo che ha seminato buon seme nel suo campo โ€œ.

Eโ€™ chiaro, come illustrerร  anche ai discepoli che gli chiederanno di spiegar loro la parabola, che i seminatori sono Padre e Figlio, i quali gettano, senza misura, come abbiamo visto Domenica scorsa, il seme dappertutto.

A dar fastidio a questโ€™opera cโ€™รจ il maligno, che porta la zizzania.

Zizzania.

Eโ€™ una pianta erbacea simile al frumento, che nasce nei campi coltivati e che produce una farina tossica, la quale nuoce al frumento, con il quale si confonde.

Da cioโ€™ nasce lโ€™espressione โ€œ seminare โ€ o โ€œ mettere zizzania โ€, che significa creare, subdolamente e con malignitร , ostilitร  fra le persone.

Eโ€™ accaduto al Signore e…accadrร  anche a noi: รจ questo il primo insegnamento di questa Domenica.

Dobbiamo prendere atto che se vogliamo iniziare a costruire โ€œ il regno dei cieli โ€œ giร  su questa terra, seminando buon frumento, cioรจ diffondendo la Parola, testimoniando la nostra fede, ci sarร  qualcuno che ci osteggerร , ci combatterร , ci calunnierร , metterร , cioรจ, zizzania, per cercare di screditare noi e, soprattutto, la Parola.

Animo dunque…, รจ successo a Cristo e, quindi, non lamentiamoci, anzi, insistiamo, quando capiterร  a noi poichรฉโ€ฆ.. sappiamo come andrร  a finire.

Quando saremo faccia a faccia con Cristo, se avremo perseverato e avremo sempre seminato frumento โ€œ splenderemo come il sole nel Regno del Padre โ€œ.

Chi, invece, avrร  seminato zizzania sarร  โ€œ gettato nella fornace ardente โ€œ.

Restiamo sempre creatori di unione, di concordia, e mai di divisione.

Passando al โ€œ secondo seme โ€œ vediamo che Cristo paragona il โ€œ Regno dei cieli โ€œ ad un granello di senapa, che รจ โ€œ il piรน piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, รจ piรน grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami โ€œ.

Leggendo questi versetti la mente va al precedente capitolo del Vangelo di Matteo ove Gesuโ€™ loda il Padre perchรฉ โ€œ ha nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le ha rivelate ai piccoli โ€œ.

Eโ€™ lโ€™ennesimo invito alla โ€œ piccolezza โ€œ.

Al regno di Dio si accede se si รจ piccoli, umili, accettando la propria fragilitร  ed i propri limiti creaturali ma impegnandosi nella sua costruzione con i talenti che si hanno a disposizione.

Mantenendo sempre questo atteggiamento di โ€œ piccolezza โ€œ si diventa dei โ€œ giganti โ€œ, dei testimoni della fede credibili al punto tale che anche gli altri โ€œ verranno a fare il nido tra i nostri rami โ€œ, cioรจ ci prenderanno ad esempio per la loro vita.

Infine il Regno viene paragonato al lievito che โ€œ una donna prese e mescolรฒ in tre misure di farina, finchรฉ non fu tutta lievitata โ€œ.

Il lievito รจ un โ€œ microrganismo che contamina la pasta, facendola crescere โ€œ.

Eโ€™ lโ€™altro grande insegnamento che vuole darci la Parola di oggi.

Sta ad ognuno di noi essere quel lievito, quellโ€™elemento capace di far moltiplicare, crescere, la diffusione della Parola per portare sempre piรน persone verso Cristo.

Frumento, senapa e lievito: questo siamo chiamati ad essere per costruire, sin da ora, il Regno di Dio.


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