È un Vangelo di continuo movimento e di continua guarigione quello di oggi. Già l’inizio è subito significativo: “In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni.”.
Gesù non perde tempo e dalla sinagoga passa immediatamente alla quotidianità, entrando in casa di Simone e Andrea. Come a volerci dire che la quotidianità non puoi mai essere separata dalla fede e viceversa. Tutta la nostra vita ha senso se diventa il prolungamento degli altari delle nostre chiese, dell’Eucarestia che celebriamo ogni domenica.
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Ma anche l’Eucarestia trova veramente dimora in noi se si concretizza nella nostra vita. Questo significa anche far sì che il Vangelo non rimanga qualcosa di circoscritto a determinate persone o a determinati gruppi di persone.
Ma ad essere così concreti non ci si arriva per meriti propri, bensì coltivando il rapporto con Dio, facendoLo entrare nella nostra vita, rendendoLo protagonista e smettendo di farLo essere semplice comparsa.

Il 5 Aprile 2015 ho ricevuto il Battesimo, diventando a tutti gli effetti cristiano cattolico, ma soprattutto figlio di un Dio che non ha mai smesso di cercarmi. La mia vita non è cambiata, ma è cambiato il mio sguardo su di essa. Non sono migliore, ma ora so di essere infinitamente amato e sono in cammino per imparare ad amarmi e ad amare così.
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Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.
