Esegesi al Vangelo di Domenica6 Maggio 2018 – p. Rinaldo Paganelli

AMICI E NON SERVI

p. Rinaldo Paganelli

Una chiesa per tutti

A Pietro spetta l’onore della svolta decisiva e l’apertura verso i pagani. La Chiesa è per tutti, la sua discendenza non è secondo la carne, essa deve uscire dalla tenda di Abramo e deve vivere la vocazione dell’esodo attraverso i viaggi dei suoi missionari. La sua vita è uscire. Ma uscire costa, comporta rischio e paura. Uscire è un’esperienza che tutti fanno. Uscire alla vita è un gran valore ma anche un’esperienza traumatica. Lo Spirito traduce la vita di Gesù, che è uscito incontro a tutti, in legge di comportamento. Il suo comportamento ci aiuta a valutare con molta attenzione l’esperienza di Pietro, quasi costretto dalla forza e dall’evidenza dei fatti a considerare la misura universale della sapienza cristiana. Una universalità quasi pericolosa, eppure da amare e custodire con gelosia, e criterio assoluto di verifica di ogni altra credenza o ideologia o cultura. L’amore ha una sua identità e le sue leggi, esso viene da Dio.

Capace del linguaggio universale dell’amore

Come Pietro dunque si rende conto che non esiste preclusione per nessuna creatura umana in ordine all’orizzonte di azione che gli è stato donato e affidato, così noi possiamo sperimentare che l’orizzonte di quello che viene chiamato l’ «amore» è in senso assoluto il linguaggio universale e la verità più grande offerta all’intera umanità, al di là di ogni fede e cultura. Ed è l’amore inteso come spendersi l’uno per l’altro. «Chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio» (1Gv 4,7). Chiunque, ogni persona che ama, senza etichette, recinti, barriere. Chiunque conosce Dio ed entra nella spirale dell’amore trinitario in cui il Padre e il Figlio generano, amano, scelgono, plasmano, permettono di dare frutto, esaudiscono le suppliche. Rimanere in questa dinamica in cui ci sentiamo generati dall’amore, in cui il Signore diventa maestro e modello di un amore vissuto fino all’estremo, fa nascere dentro di noi il desiderio di dare la vita.

Nell’amore ci è detto tutto

Per rimanere in Lui, che è «il mandato», bisogna osservare i «comandamenti». Tutto questo non è per la perfezione o il successo personale dei discepoli, ma per la loro gioia. Il comando che consente di rimanere nel suo amore è amarsi gli uni gli altri. Ciò che Lui intende per amore è dare la propria vita per gli altri, ma cosa sarà mai questo dare la vita come Gesù l’ha data? Non tutti saremo traditi, perseguitati, messi a morte… ognuno può donare la sua vita aprendosi a tutto ciò che lo porta oltre, oltre le banalità, le miserie, le competizioni, le piccinerie, vivendosi come frutto di un atto di amore infinito, dell’amore infinito di Dio. Con il comando dell’amore ai discepoli di Gesù, è stato detto tutto. L’obiezione di non sentirsi degni non ha alcun rilievo, perché è Lui che, pur vedendo l’inadeguatezza dei suoi, li ha voluti costituire perché non stessero fermi, ma andassero e portassero frutto. Chi ritiene di essere sterile non crede alla potenza di Dio che opera in lui. Rimanere nell’amore è dunque osservare e custodire il tesoro prezioso della Parola di Dio, è la fedeltà di chi non cerca altri amori o sapienze alternative, ma aderisce con tutte le forze al patto nuziale, che è da sempre e per sempre, lasciandosi rigenerare continuamente dal seme della Parola.

Siamo liberati da ogni timore

L’amore trasforma i servi in amici, superando e portando a compimento la legge, nella liberazione da ogni timore (cf 1Gv 4,18), nel godimento della massima confidenza e condivisione delproprio sentire. L’amore del Signore per i suoi determina il loro passaggio dalla condizione di servi a quella di amici, caratterizzata dalla conoscenza dei segreti che Egli trasmette a loro dal Padre. L’amore è un elemento di tale rilevanza da essere la descrizione
più profonda della «vita cristiana». Questo «dono» non sta nei confini definiti e limitati di un’appartenenza consapevole, accettata e registrata. Il dono dell’amore è presente nelle persone in modo assolutamente libero e incondizionato.

PER IL CONFRONTO NEL GRUPPO

  • L’amore di Cristo Gesù come si manifesta nella tua vita?
  • Che cosa vuoi con più forza per i tuoi amici?

IN FAMIGLIA
Non c’è nessuno che è servo in famiglia, tutto quello che si è sviluppato al suo interno è nato dall’amore. Proviamo a mettere pienamente al centro il dono dell’amore per scoprire la forza che è capace di sprigionare, trovare i segni di liberazione, e il superamento di ogni timore?

p. Rinaldo Paganelli

Tratto da: Stare nella domenica alla mensa della Parola, Anno B – ElleDiCi | Fonte

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

VI Domenica del Tempo di Pasqua

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 6 Maggio 2018 anche qui.

Gv 15, 9-17
Dal Vangelo secondo Giovanni

9Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. 12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. 16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 06 – 12 Maggio 2018
  • Tempo di Pasqua VI
  • Colore Bianco
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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