Enzo Bianchi – Commento al Vangelo del 11 Dicembre 2022

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Si puรฒ essere solo testimoni della luce

Brevi note sulle altre letture bibliche

Isaia 35,1-6.8a.10

Occorre rallegrarsi, cantare perchรฉ si avvera la promessa che il deserto, terra desolata, diventa una terra feconda e rigogliosa. รˆ una gioia cosmica, che coinvolge non solo gli esseri umani, ma anche il deserto e la steppa. Il deserto non solo non avanza ma, grazie alla manifestazione della gloria del Dio vivente, si trasforma in un bosco come quelli del Libano, in una prateria fiorita come i monti del Carmelo e del Saron. Il grido che risuona รจ dunque un invito al coraggio per chi ha le mani fiacche, le ginocchia vacillanti, il cuore spezzatoโ€ฆ Dio viene a salvare il suo popolo, ed ecco la fine delle sofferenze e il dono della pienezza, dellโ€™integritร , della salute e della pace: il pellegrinaggio verso Gerusalemme puรฒ quindi avvenire su una strada sicura e senza ostacoli.

Lettera di Giacomo 5,7-10

Lโ€™apostolo chiede alla comunitร  cristiana di non stancarsi nellโ€™attesa della venuta gloriosa del Signore. Per tre volte risuona il verboย makrothymรฉo, che indica lโ€™essere pazienti, ma soprattutto ilย sentire in grande. รˆ un atteggiamento decisivo per poter discernere laย parousรญa, la venuta del Signore, e non fermarsi invece alla cronaca mondana: questa venuta, infatti, si รจ avvicinata, accelera, incalza. E cosa richiede questa attesa del Giudice? Che i cristiani non si giudichino lโ€™un lโ€™altro, ma nella caritร  reciproca confidino nella misericordia del Signore. Lโ€™esempio viene dai profeti, i portavoce di Dio, che hanno mostrato sottomissione (kakopathรญa) e pazienza (makrothymรญa), perseverando fino alla fine, fino allโ€™incontro con il Veniente.

* * *

In questi tempo dellโ€™attesa del Veniente le tentazioni sono molte: perchรฉ continuiamo ad attendere, mentre passano i millenni? Chi รจ il Veniente che sarร  manifestato da Dio? In questa attesa non ci sbagliamo? Anche chi ha una fede salda puรฒ conoscere queste tentazioni e non รจ esentato dallโ€™attraversare ore di desolazione e di oscuritร , chiedendosi se non si รจ sbagliato, se non ha frainteso la promessa del Signore. Perchรฉ anche una vita che vuole essere convinta risposta a una chiamata di Dio, anche una vita impegnata nella sequela di Gesรน, puรฒ giungere a chiedersi se tutta lโ€™avventura non sia stata unโ€™illusioneโ€ฆ Soprattutto quando si cerca di valutare i frutti della fatica fatta e lโ€™esito del cammino percorso, tutto puรฒ apparire deludente, non allโ€™altezza di ciรฒ che si era sperato e perseguito.

Nel vangelo secondo Matteo questa prova viene vissuta anche da Giovanni il Battista. Si era sentito chiamato da Dio al deserto, aveva radunato una piccola comunitร  di discepoli in attesa del Messia e per rivelazione di Dio aveva visto in un proprio discepolo, Gesรน, il Veniente al quale egli doveva preparare la strada. Fedele alla parola di Dio contenuta nella profezia e da lui meditata e assimilata, nellโ€™annunciare quella venuta e quella presenza Giovanni si era servito delle immagini tradizionali: sarร  un uomo forte, ripieno della forza dello Spirito santo, sarร  il Salvatore e il Giudice con la scure in mano per tagliare gli alberi infruttuosi e con il ventilabro per separare la pula, degna del fuoco, dal buon grano.

Aveva predicato lโ€™urgenza della conversione, del ritorno al Signore, per sfuggire dalla collera, passione di giustizia di Dio che viene a visitare il suo popolo (cf. Mt 3,1-12). Dopo aver anche immerso Gesรน nel Giordano e averlo indicato a Israele (cf. Mt 3,13-17), Giovanni era stato arrestato da Erode (cf. Mt 4,12): allora Gesรน aveva abbandonato il deserto della Giudea per dare inizio al suo ministero di predicazione del Regno in Galilea (cf. Mt 4,17).

Proprio mentre รจ in prigione nella fortezza di Macheronte, presso il mar Morto, Giovanni riceve notizia dellโ€™attivitร  e dello stile di Gesรน: รจ lโ€™ora della prova. In carcere, abbandonato da tutti, prigioniero tra quattro mura, in attesa della propria condanna da parte di Erode, consapevole che la sua fine non puรฒ essere diversa da quella dei profeti, Giovanni si interroga sconcertato e forse anche confuso: chi aveva annunciato? Il Messia? Ma il Messia libera i prigionieri, mentre lui marcisce in carcere, in catene. Aveva annunciato lโ€™Inviato di Dio? Ma Gesรน non sembra compiere il giudizio dei malvagi e dei giusti. Non succede nulla di ciรฒ che era stato previsto dai profeti per il giorno del Signore.

Giovanni aveva forse compreso male la parola del Signore che gli era stata indirizzata, oppure si era illuso di sentirla nel proprio cuore? Cโ€™รจ un evidente contrasto tra ciรฒ che aveva annunciato e ciรฒ che si sta realizzando attraverso Gesรน! E poi alcuni tra i discepoli di Giovanni sono anche scandalizzati dal comportamento di Gesรน, che non digiuna piรน, come essi fanno (cf. Mt 9,14-17), che non disdegna di mescolarsi ai peccatori (cf. Mt 9,9-13). Separazione dai peccatori e vita ascetica nel deserto non sembrano essere tratti distintivi di Gesรน.

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Per queste ragioni Giovanni dal carcere manda alcuni suoi discepoli a interrogare Gesรน stesso: โ€œSei tu colui che deve venire (ho erchรณmenos) o dobbiamo aspettare un altro?โ€. Ecco la grandezza di Giovanni: nel buio della prova non decide da sรฉ, non si dร  una risposta, ma lascia che sia Gesรน a dargliela. Anche se non riesce a vedere una corrispondenza tra la propria visione del Veniente e la sua realizzazione pratica da parte di Gesรน, in mezzo ai propri dubbi lascia che sia Gesรน stesso a spiegarsi e a decidere. E Gesรน non risponde direttamente: โ€œSono ioโ€, ma replica con la testimonianza del suo operare, in conformitร  alla missione del profeta anonimo annunciato da Isaia (cf. Is 61,1-3).

Scegliendo alcuni testi profetici a preferenza di altri (cf. Is 25,19; 29,18-19; 35,5-6), indica quale tipo di Messia veniente egli sia, non un giustiziere, non un potente trionfante, ma uno che guarisce, fa il bene, consola e soprattutto si rivolge ai poveri: โ€œAndate e annunciate (apanghรฉilate) a Giovanni ciรฒ che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri รจ annunciato il Vangelo, la buona notizia. E beato รจ colui che non trova in me motivo di scandaloโ€.

Gesรน puรฒ solo dire a Giovanni che le sue opere sono realizzazione delle promesse di Dio, ma pur vedendo queste opere รจ possibile restare delusi da chi le compie: per questo รจ beato chi riesce ad aver fede nella sua umile, mite, povera persona. Ma se il profeta Giona era stato deluso da Dio, Giovanni non lo รจ dalle parole di Gesรน e aderisce a esse, riconoscendo a lui lโ€™ultima e decisiva autoritร . Gesรน a questo punto sente il dovere di dire alla folla una parola su Giovanni. Chi era veramente costui? Un uomo saldo e convinto, che non tremava davanti ai poteri di questo mondo (cf. Ger 1,17-19): il contrario di una canna sbattuta a ogni soffio di vento. Un uomo roccioso, con una postura diritta, che non si piegava davanti a nessuno se non al Signore.

Un uomo rimasto sempre lontano dai palazzi dei re e dei sacerdoti. Un uomo che non conosceva le vesti sfolgoranti, preziose o morbide: non frequentava salotti e sapeva tenersi lontano da quelli che usano il loro potere per contaminare e rendere schiavi gli altri. Giovanni era un profeta, un portavoce di Dio, il messaggero e precursore del Signore. Davvero โ€“ come testimonia Gesรน โ€“ โ€œfra i nati da donna non รจ sorto nessuno piรน grande di luiโ€, per i suoi doni e la sua qualitร  umana ed etica. Tuttavia โ€œil piรน piccoloโ€, cioรจ Gesรน stesso, abbassatosi fino allโ€™ultimo posto, rifiutato fino alla condanna della croce, giudicato non martire ma scomunicato, โ€œnel regno dei cieli รจ piรน grande di luiโ€. E se Giovanni non trova in Gesรน motivo di inciampo, di ostacolo, allora รจ beato!

Per questo โ€“ come Gesรน conclude con una parola dai tratti anche misteriosi โ€“ โ€œdai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadronisconoโ€ (Mt 11,12). รˆ la pacifica violenza di Giovanni, รจ il suo sofferto ma saldo discernimento la chiave per accedere al Regno e per accogliere colui che รจ il Regno fatto persona: Gesรน, il Veniente, la cui buona notizia รจ cosรฌ lontana dai nostri schemi religiosi!

Per gentile concessione dal blog di Enzo Bianchi