“Togli prima la trave dal tuo occhio”
Riesce spontaneo accorgersi degli errori degli altri, specificare in che modo hanno sbagliato e come avrebbero dovuto comportarsi. Poi, generalmente si aggiunge la propria esperienza..”io ad esempio, ho fatto così…perchè secondo me..”.
- Pubblicità -
Invece si potrebbe cominciare il discorso al contrario. Chiedendoci anzitutto quali motivi hanno indotto l’altro ad agire in quel modo. Probabilmente pur rimanendo l’errore, saremmo più disponibili ad accettarlo, a comprenderlo.
O addirittura potremmo sentirci interpellati ad aiutare l’altro, nonostante i suoi errori. Giudicare è un compito delicato da cui astenersi quando non è necessario e che va sempre lasciato a chi ha l’autorità per esercitarlo, secondo i criteri prestabiliti. Invece nella maggioranza dei casi bisogna fermarsi a valutare solo l’evidenza dei fatti, senza osare entrare nella coscienza altrui, interpretandone le intenzioni e i fini.
In breve
Se si giudica con facilità, allora si impiega anche poco tempo a riflettere su di sè, suoi propri errori e i propri limiti.
Di don Vincenzo Marinelli anche i libretti de La Buona Novella per Avvento-Natale, Quaresima e Tempo Pasquale disponibili su: AMAZON | IBS e su https://www.cognitoforms.com/LaBuonaNovella1/libri
Telegram | Instagram | Facebook | Youtube
