don Vincenzo Leonardo Manuli – Commento al Vangelo del 31 Agosto 2025

Domenica 31 Agosto 2025 - XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 14,1.7-14

Data:

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Lโ€™umiltร  incontra il favore di Dio, lui che si รจ fatto piccolo e umile.ย Ha guardato lโ€™umiltร  della sua serva, canta Maria nelย Magnificat. Paolo,ย nellโ€™inno ai Filippesi, esalta lโ€™umiltร  di Dio:ย Pur essendo di condizione divina svuotรฒ se stesso. Scrive Luigi Verdi: โ€œNon ci sono titoli, onori o privilegi che tengono nel regno di Dio, neanche basta esser parenti o amici o ricchi vicini a cui si deve riguardo. Nel regno di Dio non sono queste le cose che contano: รจ un regno affollato di poveracci, di storpi, ciechi e zoppi, gli esclusi dalla vita sociale e religiosa; di tutti quelli che non vogliamo, che ci fanno fare brutta figuraโ€.

Questa domenicaย la Parolaย ci immerge nel sano realismo del discepolo, โ€œlโ€™umiltร , daย humilitas, ha a che fare con la bassezza della terra (humus): essa ricorda allโ€™uomo la sua dimensione creaturale e lo colloca come creatura davanti al Creatore e come uomo (homo) accanto ad altri uominiโ€ (LM).

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Il banchetto

Ogni domenica Dio ci invita allaย festa di nozze del Figlio:ย โ€œil banchetto eucaristico รจ imbandito dal Signore, il quale chiama tutti, anche quelli che si reputano indegni, perchรฉ non รจ il peccato che si oppone alla salvezza ma il ritenersi โ€œdegniโ€, muniti di una giustizia personale: questo impedisce la comunione con Dio e con i fratelli e le sorelleโ€, commentaย Enzo Bianchi.ย 

Ma se vogliamo essere sinceri e realisti, nelle nostre assemblee, non seguiamo lโ€™invito di Gesรน, quello di invitare storpi, ciechi, zoppi, poveri, ma si seguita accogliendo autoritร , amministratori locali, onorevoli, persone ragguardevoli. Per non parlare poiย di chi cerca i primi posti,ย di chi si sente oscurato dallโ€™altro, di chi vuole occupare tutta la scena.ย Gesรน era molto attento, vigilante, quando un giorno invitato da un eminente fariseo, vedeva come gli invitati sceglievano iย primi posti.ย Gesรน pronuncia una parabola che riguarda prima gli invitati, poi colui che invita. Si tratta di una sorta di parabolaย in contesto,ย in diretta, potremmo dire.ย โ€œE non รจ forse paradossale lโ€™esortazione a non invitare a pranzo amici, famigliari e conoscenti a favore di perfetti estranei? Chi di noi si comporta cosรฌ? Ma questa logica che contrasta con il buon senso e con lโ€™attitudine normale delle persone non mira a cambiare lโ€™etichetta dei ricevimenti bensรฌ a dire lโ€™azione di Dioโ€ย (LM).

La festa

Succede cosรฌ ancora oggi, nelle feste solenni, in attesa che il pasto abbia inizio, i presenti sbirciano dove sia il posto dellโ€™invitante e con occhio vorace individuano la sedia piรน vicina a lui, lanciandosi su di essa come su di una preda. Nella parabola cโ€™รจ chi cerca di rubare il posto agli altri, questo vale in qualsiasi comunitร , e sappiamo quanto รจ faticoso stare dietro le quinte, ma cosรฌ si costruisce la comunitร . โ€œGesรน ci insegna inoltre a invitare alla nostra tavola quelli che non possono contraccambiare: se alla nostra tavola mancano i poveri, i malati, gli ultimi, si tratta di una tavola mondana, non secondo il Vangeloโ€ (EB). Gesรน dร  un insegnamento che mette in guardia dal protagonismo e dallโ€™esibizionismo di chi cerca i primi posti, โ€œavverte che invitare puรฒ essere il modo di costruire una rete di potere e di creare un debito: lโ€™invito come ricatto, come instaurazione di do ut desโ€ (LM), lโ€™idolo della reciprocitร  e dellโ€™interesse ci domina. 

Gli ultimi

Lo stile di Dio รจ diverso, usa la logica del sottosopra eย โ€œGesรน oggi ne approfitta ancora una volta per sconvolgere i farisei, tutta gente per bene, quasi stilisti dei modi di fare, che si azzuffano per il posto migliore, quello piรน in vista, quello che tutti ti invidianoโ€ย (LV). Gesรน sceglie il pubblicano, la pecora smarrita, Zaccheo, la vedova importuna, il granellino di senape, i bambini, i piccoli del vangelo.ย โ€œLui, soprattutto, ha scelto di farsi piccolo e di morire per stare dalla nostra parte, la parte dei piรน poveri. Lui sa come si ama: incondizionatamente, che vuol dire senza motivo, senza meriti, senza ragioneโ€ย (LV).ย 

Cristo restaย lโ€™esempio di questa umiltร , lui che, venuto tra di noi, ha preso lโ€™ultimo posto.ย Dello stile di un uomo, di un cristiano, fanno parte la modestia, la semplicitร , non la falsa umiltร , non sfrutta le occasioni per apparire, non sottrae il posto agli altri,ย โ€œla festa si puรฒ vivere restando al proprio posto e non cercando di rubarlo agli altri. E ciรฒ vale in qualsiasi comunitร : stare al proprio posto senza ambire a posti piรน alti, senza cercare posti tenuti dagli altri, Ognuno dunque stia al proprio posto, valutando se stesso secondo la grazia e i doni ricevuti dal Signore perchรฉ chi si sopravvaluta cadrร  da piรน in alto, in modo disastroso per sรฉ e per gli altriโ€.ย 

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Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
Link all’articolo del suo blog

Don Vincenzo รจ nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nellโ€™Universitร  Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Universitร  Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesรน. []