Lโumiltร incontra il favore di Dio, lui che si รจ fatto piccolo e umile.ย Ha guardato lโumiltร della sua serva, canta Maria nelย Magnificat. Paolo,ย nellโinno ai Filippesi, esalta lโumiltร di Dio:ย Pur essendo di condizione divina svuotรฒ se stesso. Scrive Luigi Verdi: โNon ci sono titoli, onori o privilegi che tengono nel regno di Dio, neanche basta esser parenti o amici o ricchi vicini a cui si deve riguardo. Nel regno di Dio non sono queste le cose che contano: รจ un regno affollato di poveracci, di storpi, ciechi e zoppi, gli esclusi dalla vita sociale e religiosa; di tutti quelli che non vogliamo, che ci fanno fare brutta figuraโ.
Questa domenicaย la Parolaย ci immerge nel sano realismo del discepolo, โlโumiltร , daย humilitas, ha a che fare con la bassezza della terra (humus): essa ricorda allโuomo la sua dimensione creaturale e lo colloca come creatura davanti al Creatore e come uomo (homo) accanto ad altri uominiโ (LM).
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Il banchetto
Ogni domenica Dio ci invita allaย festa di nozze del Figlio:ย โil banchetto eucaristico รจ imbandito dal Signore, il quale chiama tutti, anche quelli che si reputano indegni, perchรฉ non รจ il peccato che si oppone alla salvezza ma il ritenersi โdegniโ, muniti di una giustizia personale: questo impedisce la comunione con Dio e con i fratelli e le sorelleโ, commentaย Enzo Bianchi.ย
Ma se vogliamo essere sinceri e realisti, nelle nostre assemblee, non seguiamo lโinvito di Gesรน, quello di invitare storpi, ciechi, zoppi, poveri, ma si seguita accogliendo autoritร , amministratori locali, onorevoli, persone ragguardevoli. Per non parlare poiย di chi cerca i primi posti,ย di chi si sente oscurato dallโaltro, di chi vuole occupare tutta la scena.ย Gesรน era molto attento, vigilante, quando un giorno invitato da un eminente fariseo, vedeva come gli invitati sceglievano iย primi posti.ย Gesรน pronuncia una parabola che riguarda prima gli invitati, poi colui che invita. Si tratta di una sorta di parabolaย in contesto,ย in diretta, potremmo dire.ย โE non รจ forse paradossale lโesortazione a non invitare a pranzo amici, famigliari e conoscenti a favore di perfetti estranei? Chi di noi si comporta cosรฌ? Ma questa logica che contrasta con il buon senso e con lโattitudine normale delle persone non mira a cambiare lโetichetta dei ricevimenti bensรฌ a dire lโazione di Dioโย (LM).
La festa
Succede cosรฌ ancora oggi, nelle feste solenni, in attesa che il pasto abbia inizio, i presenti sbirciano dove sia il posto dellโinvitante e con occhio vorace individuano la sedia piรน vicina a lui, lanciandosi su di essa come su di una preda. Nella parabola cโรจ chi cerca di rubare il posto agli altri, questo vale in qualsiasi comunitร , e sappiamo quanto รจ faticoso stare dietro le quinte, ma cosรฌ si costruisce la comunitร . โGesรน ci insegna inoltre a invitare alla nostra tavola quelli che non possono contraccambiare: se alla nostra tavola mancano i poveri, i malati, gli ultimi, si tratta di una tavola mondana, non secondo il Vangeloโ (EB). Gesรน dร un insegnamento che mette in guardia dal protagonismo e dallโesibizionismo di chi cerca i primi posti, โavverte che invitare puรฒ essere il modo di costruire una rete di potere e di creare un debito: lโinvito come ricatto, come instaurazione di do ut desโ (LM), lโidolo della reciprocitร e dellโinteresse ci domina.
Gli ultimi
Lo stile di Dio รจ diverso, usa la logica del sottosopra eย โGesรน oggi ne approfitta ancora una volta per sconvolgere i farisei, tutta gente per bene, quasi stilisti dei modi di fare, che si azzuffano per il posto migliore, quello piรน in vista, quello che tutti ti invidianoโย (LV). Gesรน sceglie il pubblicano, la pecora smarrita, Zaccheo, la vedova importuna, il granellino di senape, i bambini, i piccoli del vangelo.ย โLui, soprattutto, ha scelto di farsi piccolo e di morire per stare dalla nostra parte, la parte dei piรน poveri. Lui sa come si ama: incondizionatamente, che vuol dire senza motivo, senza meriti, senza ragioneโย (LV).ย
Cristo restaย lโesempio di questa umiltร , lui che, venuto tra di noi, ha preso lโultimo posto.ย Dello stile di un uomo, di un cristiano, fanno parte la modestia, la semplicitร , non la falsa umiltร , non sfrutta le occasioni per apparire, non sottrae il posto agli altri,ย โla festa si puรฒ vivere restando al proprio posto e non cercando di rubarlo agli altri. E ciรฒ vale in qualsiasi comunitร : stare al proprio posto senza ambire a posti piรน alti, senza cercare posti tenuti dagli altri, Ognuno dunque stia al proprio posto, valutando se stesso secondo la grazia e i doni ricevuti dal Signore perchรฉ chi si sopravvaluta cadrร da piรน in alto, in modo disastroso per sรฉ e per gli altriโ.ย
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Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
Link all’articolo del suo blog
Don Vincenzo รจ nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nellโUniversitร Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Universitร Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesรน. […]

