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don Vincenzo Leonardo Manuli – Commento al Vangelo del 25 Maggio 2025

Domenica 25 Maggio 2025 - VI DOMENICA DI PASQUA - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 14,23-29

Data:

Qualcuno ha detto che “bisogna scegliere con cura le parole da dire”, è quello che Gesù ha fatto prima di lasciare i suoi, prima di partire, ma ha lasciato parole di peso, importanti, anzi, diciamo che ha lasciato la parola, l’amore, e l’amore è rimanere in lui, quel legame e quella comunione forte, piena di intimità, come i tralci alla Vite, le pecore con il Pastore.

Se uno ama, genera vangelo. Così scrive Antonio Savone: “L’amore comincia a maturare quando si praticano due atteggiamenti di fondo: il rispetto dell’altro e la promozione dell’altro. Rispetto è non voler catturare l’altro all’interno del proprio orizzonte di senso. E’ accogliere la libertà dell’altro, valorizzare, stimare ciò che lo rende differente da noi. La promozione dell’altro, invece, consiste nello scoprire i suoi doni, la sua vocazione nascosta e aiutarlo a realizzare tutto se stesso, anche se questo non risponde alle nostre attese”.

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La città santa

L’immagine della Gerusalemme celeste è meta finale del cristiano, quella dimora che è già primizia dentro di noi e che la Chiesa dovrebbe anticipare in questo pellegrinaggio terreno. Non bisogna smettere di parlare delle cose del cielo, pensando che quando l’Amore di Dio abita dentro di noi siamo dentro la Città di Dio.

Dimora di Dio

Paolo afferma che il nostro corpo è Tempio dello Spirito Santo, diventiamo tempio del Signore e il Signore ci illumina. Gesù sceglie le parole da dire, augura la pace, la pace che abita in noi, deve abitare in noi, per diventare una pace che da noi si irradia e che il mondo non può dare, la dona la presenza di Dio, dentro di noi” Siamo abitati da Dio quando siamo abitati dalla comunione che dà pace. Quando siamo in conflitto con noi stessi e con Dio, stiamo allontanando Dio dalla nostra vita” (GP). Il comandamento importante è rimanere uniti a lui, per diventare dimora del Figlio e del Padre suo, tempio santo in cui il dinamismo della carità può liberamente tradursi in scelte e passi concreti. 

Relazioni autentiche

L’amore è costituito anche dalle relazioni autentiche e di prossimità con gli altri. L’amore è la luce che Gesù ha acceso nel mondo, la novità che viene da Dio non invecchia, e chi ha fede, chi ha il dono della fede capisce bene questa novità è la disponibilità a dare anche la vita per restare fedele a Cristo: “Questa novità cammina con fatica, perché Dio rispetta la libertà umana e mai però Dio passerà sopra la libertà umana”, il cammino di Dio infatti è dentro la storia e quindi tutto è possibile perché tutto è libero.

Il dono del Paraclito

Un altro dono di Gesù è la presenza del Paraclito, l’avvocato, il difensore, “colui che è chiamato vicino”, “colui che sostiene, incoraggia, parla al posto dell’imputato. Anche la vita del discepolo di Cristo non può che essere segnata dall’avversione da parte del mondo. Per questo abbiamo bisogno di un avvocato. Il Paraclitoinsegna e ricorda quello che Gesù ci ha detto” (GP). Abbiamo fiducia che quando rimaniamo nell’amore, siamo uniti a Gesù, le persecuzioni, le difficoltà, si possono affrontare con la presenza del Paraclito.

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Scriveva Ernesto Balducci a proposito della pace: “la creazione ha in sé un anelito universale espresso dalle parole di Gesù: la pace cristiana non è una pace diversa da quella che l’uomo cerca, ma di un uomo che ha vinto in sé il principio opposto, quello della guerra di tutti contro tutti. Volere la pace significa attraversare le radici delle cose e degli uomini e creare lì l’armonia profonda, in quel punto decisivo dove attingono sempre le scelte personali e collettive. In fondo è il pensiero delle parole augurali di Papa Leone XIV, “pace disarmata e disarmante”.

Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
Link all’articolo del suo blog

Don Vincenzo è nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nell’Università Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesù. []