โPaolo e Barnaba si opponevano risolutamente e discutevano animatamente contro costoroโฆโ.
Di un dibattito acceso si parla: la questione che vede una reazione forte e convinta di Paolo e Barnaba riguarda come seguire Gesรน Cristo. Affermavano la non necessitร di osservare le prescrizioni della legge giudaica perchรฉ ciรฒ portava a rinchiudere lโannuncio di Gesรน allโinterno di un sistema religioso: non รจ rigetto del Dio di Israele e del senso profondo della legge ma superamento di un rinchiudere la fede nel quadro di prescrizioni religiose.
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Esigere la circoncisione โ prescrizione legale per lโappartenenza religiosa โ per i pagani che si accostavano alla comunitร era quindi uno svuotamento del messaggio stesso di Cristo. Paolo aveva sperimentato nel suo cammino che la salvezza รจ radicalmente dono, non per proviene da privilegi o dallโosservanza, ma evento di grazia di Dio che suscita la fede. Paolo e Barnaba sono preoccupati di dire che la salvezza non dipende dallโuomo, da osservanze ma รจ dono gratuito e non richiede condizioni previe. Ciรฒ significa affermare lโassolutezza dellโagire di Dio in Cristo, il suo primato su ogni tipo di costruzione umana, anche religiosa. E questo dovrebbe essere paradigma per una critica a tutte le forme religiose che rinchiudono lโesperienza della fede escludendo qualcuno perchรฉ irregolare o inosservante.
Gesรน, nella sua esperienza storica, era rimasto allโinterno della tradizione ebraica. A lui non si era posto il problema del venir meno alle prescrizioni della legge ebraica. Di fronte ad una situazione nuova che le prime comunitร si trovano ad affrontare nel confronto con un โaltra realtร โ come il mondo dei pagani sorge una domanda inedita. Nellโincontro si fa strada โ per impulso dello Spirito โ una comprensione piรน profonda del vangelo.
Il passaggio di Gerusalemme, primo concilio in cui una discussione accesa viene attuata e fa giungere a scelte coraggiose, รจ un momento decisivo e modello di altri passaggi. Gli apostoli ritornano cosรฌ al cuore dellโannuncio di Gesรน cercando di esservi fedeli nel mutare della storia: il vangelo non puรฒ essere rinchiuso in un tempio, in una classe di sacerdoti, in una cultura, ma รจ apertura allโAlteritร di Dio, al suo amore per tutti, reso vicino nella vicenda di Gesรน. Cresce la comprensione della Parola di Dio, la tradizione progredisce nellโesperienza di tutto il popolo di Dio, insieme e genera cambiamenti anche inattesiโฆ
โNon vidi alcun tempio in essa, perchรฉ il Signore Dio, lโOnnipotente e lโAgnello sono il suo tempio.โ. LโApocalisse parla di una cittร , la nuova Gerusalemme in cui la luce non viene da nientโaltro se non dalla presenza di Dio e dal Risorto: รจ questo lโorizzonte finale della nostra storia ma รจ anche quanto siamo chiamati a vivere sin dโora nel non lasciarci imprigionare nella costruzione di templi che possano racchiudere Dio stesso e trattenere la sua ulterioritร in progetti, dottrine e costruzioni umane.
โSe uno mi ama, osserverร la mia parola e il Padre mio lo amerร e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di luiโฆ e la parola che voi ascoltate non รจ mia, ma del Padre che mi ha mandatoโ. Gesรน parla della sua parola, ma quella parola, รจ quella del Padre. La parola del Padre diviene la sua parola al punto che Gesรน stesso รจ parola del Padre. Nel IV vangelo รจ presente una lettura profonda della missione di Gesรน: in lui รจ possibile scorgere e ascoltare una Parola che viene da altrove, da altri, dal Padre. E Gesรน stesso รจ quella Parola, quel movimento di comunciazione e di incontro. Nella prima pagina del IV vangelo si legge: ยซDio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che รจ Dio ed รจ nel seno del Padre, รจ lui che lo ha rivelatoยป (Gv 1,18) o โ traducendo meglio โ โil Figlio ne ha fatto lโesegesiโ. Gesรน come Figlio รจ esegeta del Padre. Gesรน spiega con la sua vita la parola del Padre e questo testo che Gesรน spiega รจ costituito dalle Scritture e dalla vita stessa del Padre che egli riceve come parola, nellโevento di una comunicazione che รจ la danza dellโamore.
โSe uno mi ama, osserverร la mia parola e il Padre mio lo amerร e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di luiโ. Gesรน promette un venire che รจ venire di incontro e relazione: รจ un dimorare che rende partecipi di una vita di relazione e di amore dato e ricevuto. Eโ lโabitare della presenza di un Dio amicizia nel cuore. Eโ movimento generativo di vite donate che costruiscono comunitร e tessono legami. E in questo dinamismo di vita vi รจ โ nascosta ma profonda e attiva come fuoco โ la presenza dello Spirito come colui che โsta pressoโ, consolatore e โavvocatoโ ed anche maestro che con pazienza e con sguardo lungo invita a ricordare e insegna: โil Parร clito, lo Spirito Santo che il Padre manderร nel mio nome, lui vi insegnerร ogni cosa e vi ricorderร tutto ciรฒ che io vi ho dettoโ.
Per gentile concessione di p. Alessandro – dal suo blog.
p. Alessandro Cortesi op
Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.
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