don Vincenzo Leonardo Manuli – Commento al Vangelo del 10 Agosto 2025

Domenica 10 Agosto 2025 - XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 12,32-48

Data:

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Non come si attende lo spuntare di un fiore, non come lโ€™attesa dellโ€™alba, non come una madre in attesa del parto, non come rivedere il volto di un amico che arriva da lontano. Questi e altri sono simili e paragoni, per indicare, quella vigilanza e prontezza ad accogliere il Signore, credendo, pregando, operando la caritร . Il Signore, desidera un cuore ardente di amore, come quella gola che dopo tanto cammino nel deserto, senza una goccia di acqua, trova una sorgente per dissetarsi di unโ€™acqua viva.

Come attendiamo il Signore?

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Lโ€™uomo ha una sete grande e implacabile e non trova nessuna compensazione per placare lโ€™ansia e lโ€™angoscia, gettandosi in surrogati falsi per reprimerla. Bisogna essere realisti,ย โ€œaspettare non รจ cosa facile, richiede pazienza, attenzione, calma. Significa vivere nel dubbio, cercare con oli occhi con le orecchie un segnale o un minimo rumore che sia un preannuncio, una scintilla che accenda un barlume di speranza: sta arrivando, ecco, รจ quiโ€ย scrive Luigi Verdi. Il Signore riempie le nostre attese ed รจ superiore ad esse? In quale modo lo attendiamo?ย 

Il piccolo gregge

Nella premessa a questa riflessione, la differenza di come si attende il Signore rispetto ad altre situazioni della vita รจ evidente. Lo scrittore Ignazio Silone scrisse che โ€œi cristiani attendono il Signore con la stessa indifferenza e noia con cui aspettano il tramโ€. Il Signore si รจ legato a noi, soffrendo e morendo per noi, ci ha riscattati, ma siamo noi a vacillare, a dimenticarci, a distrarci in questo viaggio di ritorno. Dio รจ fedele e noi? โ€œCome dimenticare che la fede non รจ qualcosa che riguarda noi, ma che riguarda prima di tutto e soprattutto Dio stesso? รˆ come quando si parte in montagna: i nostri cammini sono sempre incerti, faticosi e, non raramente, si ha la tentazione di fermarsi. Nondimeno, la certezza che la montagna non si sposti e resti dove รจ ad attenderci, dร  la sicurezza della meta allโ€™incerto e faticoso cammino.  Se le montagne si spostasseroโ€ฆ allora la cosa sarebbe disperante perchรฉ ogni passo potrebbe rivelarsi inutile, fino a esasperare ogni speranza di poter raggiungere la metaโ€ (M. Davide Semeraro).

Custodire il cuore

Il Signore vuole trovarci svegli, pronti, preparati, con il cuore unito e non diviso, di sicuro le palpebre si chiudono per il sonno, e ci afferra la voglia di stenderci un poco a riposare, di chiudere gli occhi e addormentarci: siamo cosรฌ stanchi di stare nella notte. โ€œรˆ grazie alla vigilanza che il cuore viene custodito nellโ€™essenziale, resta attento al Signore, non si lascia tiranneggiare dai pensieri che lo distraggono e gli fanno deviare il cammino. E se il tesoro dellโ€™uomo รจ lร  dove si trova anche il suo cuore ecco che la vigilanza, che รจ rapporto equilibrato con se stessi, con il proprio corpo, con le cose, con gli altri, con Dio, รจ lโ€™atto fondamentale che consente al credente di vivere con equilibrio lโ€™oggi nellโ€™attesa del Signore, la storia nella prospettiva escatologicaโ€ (LM). 

Fedeltร 

Fede-fedeltร -fiducia, abbraccia tutta la nostra esistenza: โ€œLa fede non ci dร  tutte le risposte, ma ci sostiene con una speranza viva: quella di una vita che si trasforma, qui e ora, e non solo nellโ€™aldilร โ€ (GC). Signore, insegnaci ad attendere, รจ l nostra preghiera, nella fiducia irremovibile e nella promessa di un altro su cui si basa la capacitร  di un cuore sveglio. Lโ€™invito alla fiducia del Signore รจ un invito alla laboriositร  e alla veglia festosa e serena. La nostra fede รจ piccola, come quella di Pietro, dei primi apostoli, dei santi, a volte piena di dubbi e incertezze, di speranze e di delusioni:โ€œvacillante come la luce delle nostre lampade che sembrano spegnersi, soffocate dallโ€™impazienza e dalla fretta, dal voler tutto e subito, in tempo realeโ€ (LV).

Lasciamoci sorprendere dal Signore; lasciamoci sorprendere dalla vita; lasciamoci sorprendere da un alba, da un tramonto, da un abbraccio; lasciamoci sorprendere dal volto amichevole di un confidente, dal bacio degli innamorati. Lโ€™invito del Signore รจ: โ€œSiate pronti a lasciarvi sorprendereโ€. Lasciamoci sorprendere da Dio, โ€œun  Dio che capovolge tutto, non il Dio padrone al quale mettere le pantofole, ma il Dio servo che vi farร  sedere a tavola e brindare, colmi di gioia, occhi lucidi di felicitร : beatiโ€ (LM).

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Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
Link all’articolo del suo blog

Don Vincenzo รจ nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nellโ€™Universitร  Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Universitร  Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesรน. []