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don Tommaso Mazzucchi: Commento al Vangelo di domenica 7 Dicembre 2025 per bambini e ragazzi

Don Tommaso Mazzucchi della parrocchia San Pio da Pietrelcina in Roma spiega il brano del Vangelo di domenica 7 dicembre 2025, per bambini e ragazzi.

Avvento: Preparare la Via alla Vera Felicità

Don Tommaso offre una riflessione destinata ai giovani sull’importanza della preparazione spirituale per la Seconda Domenica di Avvento. Attraverso il messaggio di Giovanni Battista, l’autore sottolinea che l’obiettivo è accogliere il regno dei cieli, inteso come un regno di pace, amore e giustizia, e non come un potere terreno.

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Tuttavia, si evidenzia come le persone creino costantemente ostacoli e complicazioni alla venuta diretta di Gesù, citando la difficoltà nel perdonare, la tendenza a voler avere sempre ragione, o l’eccessiva dedizione ad altre attività.

L’autore mette in guardia contro l’attaccamento ai desideri e ai beni che in realtà rendono schiavi e che impediscono l’apprezzamento della vita. Il messaggio principale incoraggia l’ascoltatore a lasciar andare queste pretese inutili affinché Cristo possa donare la vera felicità e permettere di vivere in modo autentico.

Trascrizione del video:

Cari bambini, cari ragazzi, domenica prossima, il 7 dicembre, sarà la Seconda Domenica di Avvento. Saremo aiutati a essere preparati alla venuta del Signore attraverso le parole di Giovanni il Battista.

Lui ci viene a parlare del fatto che arriva un nuovo regno: un regno che non è costituito dal potere della terra, ma il regno dei cieli; un regno di felicità, di eternità; un regno di amore, di giustizia e di pace. E allora, visto che Gesù vuole venire e vuole donarci questo regno, è necessario preparare la via del Signore e raddrizzare i suoi sentieri.

Ecco perché il Signore vuole venire a noi in un modo diretto, vero, bello, per fare più bella la nostra vita. Ma a volte noi poniamo molte complicazioni in questa venuta del Signore.

“Sì, Signore, tu ci dici tante cose, ma sono troppo difficili da fare”.

“Tu mi dici di perdonare, ma non mi va, perché mi sento troppo ferito di un torto che ho subito”. “Tu mi dici di accogliere il prossimo, ma io penso di avere ragione rispetto a quelle cose di lui che non accetto”. “Tu mi dici di aiutare gli altri o di venire a messa, ma ho tante altre cose da fare”.

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Ecco, noi mettiamo tanti, ma tanti ostacoli al Signore che ci vorrebbe invece donare la vera felicità. Ma noi ci crediamo che lui ce la vuole donare? La vera felicità, la vera giustizia, la verità, una vita bellissima?

Ecco perché lui vorrebbe tanto togliere, togliere quelle cose che sono inutili. Quando la nostra pretesa di avere sempre ragione è inutile, Gesù vuole, ci invita a metterla da parte. Quando la nostra tristezza — perché gli altri si devono comportare come vogliamo noi — è più grande, Gesù la vuole togliere; vuole farla, vuole farla andare via.

Quando, ehm, le cose che noi desideriamo possedere poi alla fine ci rendono schiavi e non ci rendono felici, e non ci fanno apprezzare quello che già abbiamo, il Signore Gesù ci dice che non servono davvero.

E allora, a noi piace questo modo che ha di fare Gesù: di volerci donare la vera felicità e togliere quello che non ci fa essere davvero sinceri; non ci fa essere davvero noi stessi; non ci fa essere davvero nel nostro posto; non ci fa apprezzare davvero la vita.

Buona giornata, ci vediamo presto.

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