Don Tommaso Mazzucchi della parrocchia San Pio da Pietrelcina in Roma spiega il brano del Vangelo di domenica 28 settembre 2025, per bambini e ragazzi.
Il commento di don Tommaso fornisce una riflessione per bambini e ragazzi sul Vangelo della prossima domenica, evidenziando che la vita è orientata verso l’eternità e la felicità si trova nell’aiutare gli altri, specialmente i poveri.
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Sottolinea che la condivisione del tempo e dei beni è fondamentale per i cristiani, poiché Gesù stesso si è fatto povero e si è offerto in grande povertà a ciascuno. Don Tommaso avverte che la preoccupazione egoistica e l’isolamento portano a una vita di solitudine e sofferenza, in contrasto con l’amore per Dio e per il prossimo che porta alla vita vera.
Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.
Cari bambini, cari ragazzi, eccoci di nuovo qui. Domenica prossima, il 28 settembre 2025, ascolteremo un Vangelo molto bello nel quale Gesù ci rivela che la nostra vita è fatta per l’eternità.
E sia su questa terra, sia nella vita che ci sarà dopo la morte, come facciamo a poter stare felici, a poter essere insieme, a non rimanere da soli, a non rimanere nella tristezza e nella disperazione? Il segreto è stare insieme e poter aiutare coloro che sono nel bisogno.
In qualche modo, la nostra porta per la felicità qui sulla terra e per la felicità nel regno dei cieli è sicuramente: sono i poveri e le persone che possiamo aiutare con il nostro tempo, con la nostra collaborazione, con la nostra compagnia, con i nostri beni, con i nostri soldi.
Ognuno di noi può fare qualcosa per gli altri, non è vero che solo le persone molto ricche possono aiutare gli altri.
Ma perché per i cristiani questo è molto importante? Perché Gesù stesso si è fatto povero. Da Dio si è fatto uomo, e si è fatto così povero che davanti a ciascuno di noi si mette con grande povertà, nel senso di dire che noi lo possiamo accettare o lo possiamo rifiutare. E anche Lui si è fatto ed è nostro aiuto: è Lui il primo che ci aiuta.
Per questo noi che sappiamo che abbiamo ricevuto tutto grazie al Signore — le persone che ci vogliono bene, le opportunità che abbiamo, le cose che abbiamo — ecco, di tutto possiamo ringraziare il Signore e, forti di questa gratitudine, lo possiamo condividere anche con le altre persone.
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Invece, quando noi siamo solo preoccupati di noi stessi, di avere ragione, siamo solo preoccupati del fatto che ci possa mancare il tempo, ci possano mancare le energie o qualcosa di importante per noi, la nostra vita diventa una vita di solitudine e costruiamo come un abisso tra noi e gli altri. E non riconosciamo gli altri, così come quest’uomo che sembra non curarsi affatto della persona povera che si chiama Lazzaro che ha alla sua porta.
E così, costruendo questo abisso giorno dopo giorno, c’è un abisso anche per l’eternità: un abisso di solitudine, di sofferenza, perché il nostro cuore non è felice quando ci preoccupiamo solo di noi stessi e del nostro benessere, della nostra comodità. No, non ci basta questo per essere felici.
Il Signore Gesù ci fa vedere la vita vera in cui ascoltare Lui, ascoltare le Sue parole, credere che Lui sia morto e risorto per noi, credere nel Suo amore, fa della nostra vita una vita bella nella quale amare Dio e amare il prossimo.
Ci vediamo presto, ragazzi.
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