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don Tommaso Mazzucchi: Commento al Vangelo di domenica 21 Settembre 2025 per bambini e ragazzi

Domenica 21 Settembre 2025 - XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Non potete servire Dio e la ricchezza. - Lc 16,1-13

Data:

Don Tommaso Mazzucchi della parrocchia San Pio da Pietrelcina in Roma spiega il brano del Vangelo di domenica 21 settembre 2025, per bambini e ragazzi.

Don Tommaso commenta il vangelo di domenica prossima, indirizzato specificamente a bambini e ragazzi. Si concentra sulla parabola di un amministratore scaltro che riduce i debiti altrui dopo essere stato licenziato, un’azione che viene lodata dal suo padrone per la sua astuzia.

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Interpreta questa parabola non come un incoraggiamento alla disonestà, ma come un invito ad applicare la stessa diligenza e organizzazione nella vita cristiana e nel fare il bene, come mostrato dall’amministratore per i suoi scopi terreni.

Inoltre sottolinea l’importanza di usare il proprio tempo e le proprie risorse per aiutare gli altri e di compiere atti di fede e amore, anche nelle piccole cose quotidiane. Il messaggio finale è un incoraggiamento a vivere una vita centrata sul servizio a Dio, piuttosto che lasciarsi sopraffare dalle preoccupazioni materiali, poiché il Signore ha in serbo cose più grandi e significative.

Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.

“Cari bambini, cari ragazzi, domenica prossima, il 21 settembre, ascolteremo il Vangelo in cui Gesù dice una parabola che sembra un po’ strana. C’è un amministratore, cioè uno che lavora per gestire tutti gli affari di un’altra persona. Il suo padrone gli dice che non può più continuare a fare questo lavoro perché non si è comportato bene. E allora, questo amministratore inizia a tagliare, cioè a eliminare parte dei debiti che alcune persone avevano con il padrone. E poi il padrone lo loda, cioè dice che è stato bravo questo amministratore, perché ha agito con scaltrezza.

Bene, ecco, sembra una parabola molto strana, ma poi Gesù dà una sorta di spiegazione. Dice: “Ma se anche quelli che fanno delle cose non belle, non buone, per farle ci si impegnano, si organizzano, si preparano, fanno attenzione a tanti aspetti, ma perché noi che siamo chiamati da Gesù a vivere come cristiani, siamo chiamati da Dio ad essere santi, non ci mettiamo la stessa attenzione, preparazione, organizzazione, lo stesso desiderio, visto che è molto più bello l’obiettivo che ci dà il Signore?”.

E Gesù ci dice che le cose che abbiamo, che viviamo, sono importanti, perché attraverso il nostro tempo, le nostre forze, i nostri averi, possiamo fare del bene agli altri, possiamo perdonare, possiamo donare. Cioè, abbiamo tante opportunità di fare del bene, non le perdiamo. E non pensiamo che le nostre giornate sono inutili, perché in ciascuna di esse si possono fare degli atti di fiducia verso Dio, degli atti di amore verso Dio, degli atti di amore verso il prossimo, anche in piccole cose che però ci introducono a cose grandi.

E allora cos’è che fa bella la nostra vita? Ma stare con il Signore. Qual è il servizio più bello che possiamo fare? Servire il Signore. E l’alternativa qual è? Avere paura di non avere abbastanza, essere preoccupati di quello che abbiamo e di quello che non abbiamo, e finire per essere schiacciati da tutte queste preoccupazioni. Ma questa sarebbe una vita bella? No, non è una vita bella. Il Signore ha pensato per noi cose molto più belle, molto più vere e molto più grandi. Ci vediamo presto, ragazzi.”

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