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don Tommaso Mazzucchi: Commento al Vangelo di domenica 19 Ottobre 2025 per bambini e ragazzi

Don Tommaso Mazzucchi della parrocchia San Pio da Pietrelcina in Roma spiega il brano del Vangelo di domenica 19 ottobre 2025, per bambini e ragazzi.

Nel video don Tommaso commenta il passo di Luca 18,1-8, la parabola del giudice e della vedova insistente.

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Gesù insegna che bisogna pregare sempre, senza stancarsi mai: la preghiera non è facoltativa né limitata a certi momenti, ma un dialogo continuo con Dio. Don Tommaso spiega ai bambini che pregare significa fidarsi di Dio, mantenere un rapporto con Lui e credere nella sua bontà.

Il vero problema della preghiera – dice – non è se Dio ci ascolta (perché Dio è sempre buono e sa ciò che è meglio per noi), ma quanto noi abbiamo fiducia in Lui: se crediamo davvero che ci è vicino e si prende cura di noi. La parabola invita quindi alla perseveranza, alla fede fiduciosa e alla costanza nella preghiera, anche quando sembra non arrivare risposta.

Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.

Cari bambini, cari ragazzi, domenica prossima, il 19 ottobre 2025, ci sarà un Vangelo molto bello, nel quale Gesù parla della necessità di pregare sempre, senza stancarsi.
Quindi, pregare non è un’opzione: non è la stessa cosa se uno lo fa o no.
E non è che possiamo mettere dei limiti, come dire: “Io non posso pregare più di tanto”.
E perché? Perché pregare significa essere in rapporto con Dio.
Tutti noi abbiamo bisogno di parlargli e di ascoltarlo.
Tutti abbiamo bisogno del suo aiuto, e ne abbiamo bisogno sempre.

Gesù, infatti, fa questo esempio: nella parabola c’è un giudice che non ha interesse né per Dio né per il prossimo.
Alla fine, però, per l’insistenza di una vedova, decide di farle giustizia.
E allora, tanto più Dio, che è buono, vorrà farci giustizia e ascoltare le nostre richieste!

Il problema della preghiera, quindi, non è se Dio sia abbastanza buono da ascoltarci ed esaudirci — perché Dio è buono, sempre, e sa ciò che è meglio per ciascuno di noi — ma se noi crediamo davvero che la preghiera sia importante e necessaria.
Di solito, infatti, facciamo con cura solo ciò che riteniamo importante o utile.
Le cose inutili, o da cui non ci aspettiamo nulla, tendiamo a trascurarle.
E anche nella preghiera si vede quanto pensiamo che Dio sia buono: se non crediamo più nel suo amore, smetteremo di cercarlo.
Ma se siamo convinti che Lui è buono, allora avremo il desiderio di pregare.

Il vero problema non è Dio, ma la nostra fiducia:
fino a che punto ci fidiamo del Signore?
Ci fidiamo che Egli sia vicino, che ci voglia bene, che conosca le nostre necessità?
La fede non è soltanto pensare che Dio esista, ma anche entrare in rapporto con Lui e fidarsi della sua volontà, credere che sa ciò che è meglio per noi in ogni momento della vita.

Ci vuole molta fiducia nel Signore.
Ci vediamo presto.

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