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don Tommaso Mazzucchi: Commento al Vangelo di domenica 12 Ottobre 2025 per bambini e ragazzi

Don Tommaso Mazzucchi della parrocchia San Pio da Pietrelcina in Roma spiega il brano del Vangelo di domenica 12 ottobre 2025, per bambini e ragazzi.

Don Tommaso commenta la prossima lettura del Vangelo, in cui Gesù guarisce dieci lebbrosi, ma solo uno torna per esprimere la sua gratitudine. Il commento sottolinea che l’uomo tornato è un samaritano, una persona considerata all’epoca non in possesso della “fede corretta”.

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Spiega che la fede non riguarda solo la ricezione di un favore, come la guarigione fisica, ma stabilisce una relazione duratura e profonda con Dio che sostiene la persona in tutte le sfide della vita. Il testo conclude incoraggiando gli ascoltatori a coltivare costantemente il loro rapporto con Gesù attraverso la preghiera, il catechismo e il riconoscimento della Sua presenza nelle loro vite e negli altri.

Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.

Cari bambini, cari ragazzi, domenica prossima, il 12 ottobre, ci sarà un Vangelo bellissimo in cui Gesù guarisce 10 persone dalla lebbra. Di queste 10, solo uno ritorna per ringraziare il Signore, e il Signore gli dice che la fede di quest’uomo lo ha salvato.

Pensate un attimo: ecco, se voi ricevete un favore da una persona, è una cosa molto bella, ma se, oltre a ricevere un favore da quella persona, poi ne diventate anche amico, avete un rapporto con lui di amicizia, non sarebbe qualcosa di molto più ricco? Sicuramente sì.

L’esempio, naturalmente, non è che va proprio bene confrontato con questo Vangelo, perché qui non si tratta semplicemente di ricevere un favore. Questi 10 lebbrosi hanno ricevuto la guarigione da una malattia seria, una malattia grave, una malattia che portava alla morte e a dover vivere sempre isolati. Quindi, non si tratta di un favore, ma molto di più.

E l’esempio non calza anche perché quello che trova questo uomo samaritano che torna a ringraziare Gesù non è semplicemente un’amicizia, ma è un rapporto con Dio nuovo attraverso Gesù, vero Dio e vero uomo, tale che la sua vita non è più isolata, tale che riceve un aiuto nella fede in lui, attraverso la fede in lui, non solo per quel problema di quella malattia, ma per tutta la sua vita, per ogni, per ogni situazione.

Ecco, vedete, quell’unico che ritorna a ringraziare viene detto che è un samaritano. Al tempo di Gesù, i samaritani non erano considerate persone che avevano una fede corretta, giusta, che era veramente pura, ma delle persone un po’ che, insomma, se la volevano vivere un po’ come pare loro la fede, non nel modo davvero corretto. Ebbene, e questa persona, che forse si sarà sentita durante la sua vita che tante persone gli hanno detto che non era puro, non era degno, non era abbastanza bravo o non so che cosa nel vivere la fede, ecco, non sentendosi in diritto, torna con questa gratitudine.

Certo, il rapporto con Gesù è davvero importante, più importante davvero di un singolo favore ricevuto da lui, perché poi, come dire, i problemi della vita sono molti di più che uno solo. E quindi, affrontarli ci vuole sempre, tutti i giorni, la fede che ci aiuta ad affrontare non uno solo, ma tutti i problemi.

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Certo, la salute è qualcosa di molto importante, ma senza l’amore, senza il senso della vita che ci dà Gesù, una persona che è in buona o perfetta salute potrebbe anche essere molto triste, a volte disperata.

E allora, oggi ringraziamo il Signore che si fa conoscere a noi anche attraverso la sua parola, e approfondiamo il suo rapporto, il nostro rapporto con lui attraverso il catechismo, la messa, la confessione, la preghiera, il rapporto con la parola di Dio, riconoscendolo presente nelle altre persone e nei fatti della nostra vita, avendo sempre nel nostro cuore questo costante ringraziamento. Ci vediamo presto.

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