- Pubblicità -

Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 8 Ottobre 2025

Il Padre Nostro riportato da Luca è meno conosciuto, eppure la sua forza è ancora più incisiva grazie alla sua sinteticità. Troviamo poche parole che però dicono tutto: la fiducia nel Padre, la venuta del Regno, la concretezza del perdono. Innanzitutto non c’è l’aggettivo possessivo: il Padre è Padre, in senso assoluto. Non appartiene a qualcuno in particolare esclusiva. Mio, tuo, nostro vengono in secondo piano: prima di ogni cosa è Padre, di tutti e di tutte.

Inoltre, non fa riferimento alla sua volontà nei cieli e sulla terra, perché la venuta del Regno racchiude in sé tutto: dove il Regno si manifesta, lì la volontà di Dio è già compiuta.

La richiesta del pane necessario non riguarda tanto l’oggi, quanto ogni giorno, con quella costanza che solo la fedeltà del Signore può garantire.

Infine, la domanda di perdono dei nostri peccati: anche noi, infatti, perdoniamo chiunque sia indebitato con noi. Per Luca, proprio perché già viviamo relazioni che restituiscono libertà agli altri — siamo capaci di perdonare — a maggior ragione chiediamo al Padre di assicurarci il suo abbraccio liberante. Più che una condizione, è una constatazione: se persino il nostro cuore è capace di compassione, quanto più lo è quello di Dio!

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

Canale Telegram