don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del giorno – 6 novembre 2025

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La speranza non si nutre di rivelazioni ma si coltiva con le relazioni fraterne – Giovedรฌ della XXXII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Vangelo del giorno di Lc 15,1-10

Vi sarร  gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.
Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, si avvicinavano a Gesรน tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: ยซCostui accoglie i peccatori e mangia con loroยป.
Ed egli disse loro questa parabola: ยซChi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finchรฉ non la trova? Quando lโ€™ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: โ€œRallegratevi con me, perchรฉ ho trovato la mia pecora, quella che si era perdutaโ€. Io vi dico: cosรฌ vi sarร  gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, piรน che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finchรฉ non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: โ€œRallegratevi con me, perchรฉ ho trovato la moneta che avevo perdutoโ€. Cosรฌ, io vi dico, vi รจ gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converteยป.

Parola del Signore.

La speranza non si nutre di rivelazioni ma si coltiva con le relazioni fraterne

Nelle crisi si avverte piรน drammaticamente un senso di vuoto e di smarrimento e si va alla ricerca di una speranza che dia ragione agli eventi dolorosi che si vivono. A volte siamo tentati di colmare questi vuoti con aspettative altrettanto vanesie e di evadere dalle situazioni attuali alla ricerca della normalitร  anche se spesso non si capisce in cosa essa possa realmente consistere.

Lโ€™attesa che il dramma finisca e giunga finalmente il momento dellโ€™intervento divino risolutivo va vissuta nella consapevolezza che il cambiamento รจ giร  in atto, non fuori, ma dentro di noi. Gesรน invita a non fissare orizzonti lontani che gettano oggi piรน ombre di paura che luce di speranza, ma a guardare il presente, dentro noi stessi, e cercare Colui che รจ sempre con noi. In Gesรน Dio abita stabilmente in mezzo a noi. รˆ Lui quel futuro luminoso che il nostro cuore desidera e quella pienezza che lโ€™anima anela, ma che i nostri occhi stentano a riconoscere.

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Quando siamo tristi piรน facilmente possiamo essere distratti da coloro che ci prospettano soluzioni facili e immediate garantendoci anche il minimo sforzo personale. In realtร , lo sappiamo bene, non puรฒ esserci una vera vittoria senza una dura lotta. Eppure, ci assicura Gesรน, Lui rimane in mezzo a noi, come punto di riferimento e fondamento della nostra vita, soprattutto quando รจ duramente provata dal dolore. รˆ il nostro migliore alleato perchรฉ รจ al nostro fianco per accompagnarci nel comune viaggio della vita. Tra consolazioni e desolazioni facciamo ogni giorno discernimento per riconoscere ciรฒ che oggi รจ necessario fare e quale bene ci รจ possibile operare.

Dio non ostenta la sua presenza, ma si dona in maniera silenziosa, perchรฉ prima ancora che essere riconosciuto come Dio, inteso come lโ€™Onnipotente, il Sovrano della terra, il Re dei re, Egli desidera essere accolto e amato. In Gesรน, Dio abita in mezzo a noi, nella carne sofferente dei poveri, soprattutto di coloro che non hanno la voce per protestare o attirare lโ€™attenzione su di loro e cosรฌ, ai nostri occhi distratti, essi, e con loro anche quel dio che si cerca altrove, rimangono nellโ€™ombra dellโ€™indifferenza. Sรฌ, Dio รจ tra i sofferenti e chi viene rifiutato. รˆ stando in mezzo ai poveri che Dio fa brillare la sua gloria che, come una folgore, abbraccia tutto lโ€™orizzonte della vita.

Se cerchi Dio lo trovi tra i poveri. Lรฌ, facendosi uno di loro ed entrando nel loro vissuto, scopriamo che Dio รจ presente anche nella nostra condizione di povertร . Non sono le โ€œrivelazioniโ€ che ci risollevano dalle miserie in cui cadiamo, ma le relazioni fatte di compagnia e condivisione, accettazione e ascolto reciproci.

Anche se a volte abbiamo lโ€™impressione di vagare nelle nebbie dellโ€™incertezza dobbiamo sempre lasciarci guidare dalla luce interiore della Parola di Dio che, come i segnali catarifrangenti, nella notte ci permette di rimanere in carreggiata e non andare fuori strada. Non dobbiamo seguire le voci che ci suggeriscono di fuggire, di andare altrove inseguendo i miraggi di libertร  e di autonomia priva di responsabilitร . La voce interiore dello Spirito ci esorta a credere nel sogno di Dio, a dare con lโ€™amore un senso ai sacrifici, alle rinunce, alle sofferenze, a rimanere uniti a Lui e a lasciarci coinvolgere nella sua proposta di vita con la prospettiva di essere nel mondo lievito di fraternitร  e nellโ€™oggi germoglio profetico del regno di Dio.

Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualitร  biblica a Matera

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Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna

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