Agli occhi di Dio sta più a cuore la singola persona che è fuori rispetto alla moltitudine che è dentro. Questa verità evangelica ci può infastidire: è scomoda e anzi ci deve scomodare a fare altrettanto, come del resto ci ha mostrato recentemente papa Francesco con il suo pontificato.
La periferia ha la priorità sul centro; l’escluso ha la priorità sull’incluso; chi ha tradito ha la priorità su chi è rimasto fedele. Soprattutto quando i presunti giusti si sentono superiori agli ingiusti, ecco che interviene per riequilibrare il divario con un eccesso squilibrato di amore verso chi è più fragile.
Il medico ha cura innanzitutto della singola persona che soffre – e noi docenti verso il singolo studente che più ha difficoltà – così come Dio si premura in modo tutto speciale di chi è considerato ormai perduto. Non si arrende alla rassegnazione, ma impiega tutte le sue risorse a fondo perduto; è uno spreco.
Questo non tanto per affermare che il peccatore sia in sé meglio del giusto, ma per gioire; perché si può solo gioire insieme: lontani e vicini, amiche e amici di Dio.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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