don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del giorno – 19 marzo 2026

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L’amen di Giuseppe – SAN GIUSEPPE

La stringatezza del racconto evangelico permette al lettore di fare ricorso alla fantasia per cogliere nel silenzio di Giuseppe il suo travaglio interiore necessario perché ne uscisse fuori un uomo più maturo, uno sposo più fedele e un padre più amorevole. Giuseppe è chiamato «lo sposo di Maria» ed è definito «uomo giusto». Aveva dato la sua parola a Maria e nel suo cuore lei era già la sua sposa. Entrambi aspettavano il giorno nel quale Maria sarebbe stata accolta in casa sua, in attesa poi di avere un bambino, coronamento del loro amore.

Il tempo della «prova» per verificare l’integrità di Maria coinvolge anche Giuseppe, catapultato in un mistero più grande delle sue attese. Giuseppe vive il fidanzamento come tempo di discernimento. Viene, per così dire, costretto dagli eventi che, suo malgrado, lo inducono a riflettere per compiere una scelta consapevole anche se sofferta. È un tempo di crisi e, come tale, è tempo di scelte.

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Giuseppe, come ogni innamorato, sogna e la sua immaginazione disegna la forma e i contorni delle sue attese. Il fidanzamento, più che essere il tempo dei sogni, diventa il momento del sogno nel quale mettersi in ascolto del mistero della vita. Davanti ad esso non possiamo che riconoscere quanto immensamente più grande dei nostri desideri sia il disegno di Dio. Maria non è più solo la sposa che gli avrebbe dato dei figli, ma il suo grembo è gravido della storia dell’uomo che attende il Salvatore.

Giuseppe impara l’arte del discernimento. Dio parla a Giuseppe nel sogno ovvero quando è nel sonno della morte. Il sonno, infatti, è metafora della morte, tempo nel quale non siamo più padroni di noi stessi. Quando cediamo le armi del controllo sulla nostra vita e sul futuro degli altri, Dio trova lo spazio per rivelarci il senso più profondo della vita. Essa ci appare come mistero, cioè il progetto di Dio al quale egli ci invita a partecipare.

Giuseppe dice il suo amen accettando di collaborare con Dio, unisce il suo sì a quello pronunciato da Maria. L’adesione alla volontà di Dio unisce Maria e Giuseppe rendendo il loro amore eterno e fecondo.

Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualità biblica a Matera

Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna

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