La sapienza dei โpiccoliโ
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Dal libro del profeta Zaccarรฌaย Zc 9,9-10
Ecco, a te viene il tuo re umile.
Cosรฌ dice il Signore:
ยซEsulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli รจ giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio dโasina.
Farร sparire il carro da guerra da รfraim
e il cavallo da Gerusalemme,
lโarco di guerra sarร spezzato,
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annuncerร la pace alle nazioni,
il suo dominio sarร da mare a mare
e dal Fiume fino ai confini della terraยป.
Lo scettro della mitezza
Lโoracolo del profeta Zaccaria annuncia la visita di Dio che non viene con fare minaccioso e con intenti punitivi ma con mitezza e con la volontร di portare la pace al suo popolo. Infatti, la sua cavalcatura non รจ quella che si usa per combattere o assaltare una cittร , ma per andare a coltivare la terra o portare i frutti del proprio lavoro. Per questo Zaccaria invita Israele a non aver paura ma a gioire perchรฉ il Signore sta mettendo in pratica il suo programma di governo che prevede lโannientamento delle armi di guerra e la promozione della giustizia.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romaniย Rm 8,9.11-13
Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesรน dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darร la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Cosรฌ dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perchรฉ, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Dalla schiavitรน del peccato al servizio alla giustizia
Il Crocifisso risorto รจ effuso su tutti lo Spirito Santo, grazie al quale Dio Padre lo ha liberato dalla morte e lo ha risuscitato per non piรน morire. Il Risorto non solo ha in sรฉ la vita eterna ma ha ricevuto il potere di darla. Chi accoglie nella fede questo dono di grazia accetta di passare dal dominio della carne a quello dello Spirito. Non si รจ piรน schiavi delle passioni ingannatrici ma si diventa servi della pace, della giustizia e dellโamore. Lo Spirito di Dio spinge lโuomo libero fuori di sรฉ per andare incontro al fratello, come Gesรน, uscito dal Padre, si รจ fatto nostro fratello per essere adottati da Lui come figli e suoi eredi. Il fuoco dello Spirito distrugge lโegoismo, lโaviditร , lโorgoglio per far rinascere dalle loro ceneri lโuomo nuovo, creato per vivere amando.
+ Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11,25-30
Io sono mite e umile di cuore.
In quel tempo Gesรน disse:
ยซTi rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perchรฉ hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sรฌ, o Padre, perchรฉ cosรฌ hai deciso nella tua benevolenza. Tutto รจ stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrร rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darรฒ ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti รจ dolce e il mio peso leggeroยป.
Lectio
Contesto
Mt 11,1 รจ lโanello di congiunzione tra il discorso missionario e la ripresa della narrazione che si estende ai capitoli 11 e 12. Questa sezione mette in luce il fatto che le opere compiute da Gesรน rivelano la sapienza di cui รจ portatore. Egli, infatti, rivela il volto di Dio misericordioso che si attende misericordia, e non giudizio, dal suo popolo. Gesรน non fonda una scuola di pensiero nella cui sede riunisce i suoi discepoli, ma abita i luoghi profani e sacri nei quali incontra lโumanitร cosรฌ come รจ. La personalitร di Gesรน appare difforme dalle attese della gente, soprattutto dei capi; allo scandalo si arriva quando, chiudendosi alla novitร di Dio, si da scandalo impedendo ai piรน deboli di godere lโamore di Dio. La missione di Gesรน non viene immediatamente compresa, cosรฌ come la volontร di Dio richiede di essere continuamente ricercata per averne una conoscenza sempre piรน intelligente in modo da conformare ad essa il proprio modo di vivere. Allโinizio e alla fine della sezione sono presentate le figure di Giovanni Battista e la madre con i fratelli di Gesรน che cercano di dialogare con lui. Il maestro non attira su di sรฉ lโattenzione ma la orienta verso Dio perchรฉ il suo intento รจ quello di condurre alla conoscenza del Padre. Da qui lโinvito alla conversione, intesa come imitazione della sua umiltร e mitezza, condizione necessaria per diventare discepoli del Regno di Dio. La piccolezza, prima che essere una condizione sociale ed economica, รจ la disposizione del cuore che, mai pago di sรฉ, cerca in Dio la sapienza, ovvero il senso della vita. Gesรน, preceduto dai discepoli che con la loro azione profetica preparano i cuori della gente ad accogliere la Parola, apre la via che conduce alla salvezza sulla quale lo seguono e lo imitano i missionari del Vangelo. La conversione รจ un fatto serio perchรฉ da essa dipende il successo o il fallimento della vita. Lo stolto รจ chi pensa che Gesรน sia un folle visionario proiettando su di lui la malizia che invece pervade il suo cuore. Beato รจ colui che, in povertร di spirito e purezza di cuore, riconosce in Gesรน lโopportunitร che viene offerta da Dio per salvi, cioรจ persone vive e vivificanti, amate e capaci di amare. La missione di Gesรน รจ di fare di ogni uomo il discepolo del regno di Dio. La storia dice che quelli che non antepongono se stessi e le loro attese, o pretese, alla volontร di Dio diventano veri missionari della misericordia.
Struttura
Il brano puรฒ essere suddiviso in tre parti:
vv. 25-26 โ La rivelazione ai piccoli
v. 27 โ La relazione di reciproca conoscenza tra il Padre e il Figlio
vv. 28-30 โ Invito al discepolato
vv. 25-26: ยซ In quel tempo Gesรน prendendo la parola disse: โTi rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perchรฉ hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sรฌ, o Padre, perchรฉ cosรฌ hai deciso nella tua benevolenzaโยป.
Il tempo a cui si fa riferimento รจ quello della crisi. Si accenna a quella del profeta Giovanni che invia i suoi discepoli a Gesรน per chiarire se รจ veramente lui il Cristo delle cui opere aveva sentito parlare. I discepoli del Battista, che Gesรน riconosce quale angelo-messaggero mandato da Dio a preparare la via del Messia, sono inviati a loro volta come messaggeri del vangelo, testimoni degli eventi di cui fanno esperienza diretta. Essi non sono solo spettatori ma fruitori della grazia di Dio che in sovrabbondanza viene elargita. Non sappiamo se effettivamente lโesperienza con Gesรน li ha resi missionari. Certo รจ che anche Gesรน attraversa una crisi quando affronta i โlamentatoriโ seriali che criticavano sia lui che il Battista. Erano persone diverse tra loro per temperamento e anche per missione, ma erano accomunati, da una parte, dalla demonizzazione ad opera dei sedicenti saggi e dei maestri del pensiero, e dallโaltra, dallโobbedienza alla volontร di Dio. Il Battista, aiutato dai discepoli missionari, รจ chiamato ad essere sapiente nel riconoscere la presenza di Dio attraverso le opere. Il vero sapiente non รจ colui che giudica, ma lโacuto osservatore che non si ferma alla superficie ma va in profonditร .
Il pericolo dellโinvidia รจ sempre in agguato; per cui รจ piรน facile notare le cose negative e assolutizzarle piuttosto che riconoscere, anche tra le difficoltร , lโazione di Dio. In quel โkairosโ, ovvero in quel tempo dai tratti critici, Gesรน coglie lโopportunitร che il Padre offre agli uomini per convertirsi. Gesรน รจ il kairos di Dio e riconosce che tra le mormorazioni di una minoranza rumorosa si nasconde un popolo di โpiccoliโ che riescono a vedere e a godere di ciรฒ che invece รจ precluso a chi ha il cuore indurito dal male.
Gesรน รจ il sapiente non solo perchรฉ ยซsa fareยป ma soprattutto perchรฉ conosce Dio e lo loda. La confessione di lode รจ il vertice dellโopera del sapiente perchรฉ coniuga in mirabile sintesi il sapere e il saper fare. Quando il sapiente contempla lโopera di Dio, che si realizza attraverso le vicende della storia, distrae lo sguardo da sรฉ per rivolgerlo verso di Lui. Questa ยซconversioneยป porta alla lode. Gesรน avrebbe auto argomenti per lamentarsi contro i sedicenti sapienti e dotti, esperti nella critica, ma, dopo aver parlato chiaro verso di loro, senza umiliarli, si rivolge al Padre con espressioni di lode. ร Lui che distrugge la sapienza dei sapienti e annulla lโintelligenza degli intelligenti, secondo quanto afferma anche Is 29, 14 citato da Paolo in 1Cor 1,19. Vana รจ quella sapienza che non cerca la gloria di Dio, ma la propria, mentre รจ grande la piccolezza di chi con umiltร accoglie la parola di Dio come nutrimento vitale. I piccoli sono coloro che partecipano alla beatitudine di Dio perchรฉ vivono la condizione spirituale della povertร , soprattutto nelle persecuzioni di cui sono vittima. La beatitudine รจ la volontร di bene che si realizza nella vita dei ยซpiccoliยป e mediante la loro opera Dio si rivela. Lโarroganza e la presunzione dei dotti e dei sapienti ยซnascondeยป la gloria di Dio, mentre la mitezza e lโumiltร dei ยซpiccoliยป la rivela. La confessione di lode รจ la rivelazione dellโamore di Dio che predilige i piccoli rendendoli preziosi collaboratori della sua opera di salvezza.
v. 27 – ยซTutto รจ stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrร rivelarloยป.
Dopo la confessione di lode nella quale Gesรน riconosce che la benevolenza di Dio si rivela nei ยซpiccoliยป e attraverso di loro, rivela che egli si colloca tra di essi perchรฉ si riconosce Figlio del Padre. In quanto tale, afferma la sua condizione di povertร e di dipendenza totale da Dio dal quale tutto riceve gratuitamente. Tra il Figlio e il Padre cโรจ una relazione di reciproco riconoscimento che non si riduce ad un fatto intellettuale ma coinvolge anche il mondo della volontร e degli affetti. Si tratta di un rapporto di amore originale e originante: originale perchรฉ ha in sรฉ il suo principio, originante in quanto รจ una relazione generativa. Lโamore del Padre verso il Figlio, e viceversa, non ha eguali in nessun altro. Tuttavia, afferma Gesรน, questo rapporto pur essendo esclusivo, non รจ escludente. La benevolenza del Padre, che riversa il suo amore nel Figlio, รจ assimilata da lui con lโobbedienza; per cui Gesรน, in quanto ยซFiglioยป e ยซpiccoloยป, con la stessa benevolenza del Padre si fa mediatore del suo progetto di salvezza.
La sapienza รจ allโopera allorquando Dio agisce in favore degli uomini per manifestare loro lo stesso amore riconosciuto da Gesรน. Tale opera diventa efficace nella misura in cui, come Gesรน, si ricerca e si accoglie la volontร di Dio mettendola in pratica attraverso concreti gesti di amore che libera e guarisce.
vv. 28-29 – ยซVenite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darรฒ ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti รจ dolce e il mio peso leggeroยป.
La confessione di lode ha messo in luce lโ โabbassamento di Dioโ verso i piccoli, destinatari della sua benevolenza, e, per verso contrario, lโumiliazione della categoria dei sapienti e dei dotti di questo mondo, i quali rimangono arroccati nella loro presuntuosa arroganza. Il detto di rivelazione, posto in posizione centrale in questa pericope, specifica il fatto che solo mediante il Figlio si puรฒ avere accesso al Padre e diventare suoi familiari.
Dopo essersi rivolto al Padre nella preghiera di lode, Gesรน parla a quei ยซpiccoliยป ai quali รจ riservata la rivelazione che Dio fa di sรฉ. Lo sguardo compassionevole di Gesรน si posa su coloro che gli appaiono ยซstanchi e oppressiยป. Lโinvito รจ rivolto alla folla di gente che รจ ยซstanca e sfinita come pecore che non hanno pastoreยป (Mt 9, 36). Secondo lโinsegnamento dato agli apostoli, Gesรน si rivolge innanzitutto ยซalle pecore perdute della casa dโIsraele ยป (Mt 10,6).
I ยซpiccoliยป, destinatari del dono della Sapienza fatta dal Figlio, sono i discepoli che partecipano alla ยซpassioneยป di Gesรน subita da parte dei violenti che vorrebbero impadronirsi del regno dei Cieli con la forza (delle parole e dei gesti). I ยซpiccoliยป sono ancora quei discepoli che vengono accolti perchรฉ riconosciuti come giusti e profeti di Dio e che ricevono la provvidenza dalle mani di gente generosa. In tal modo ยซil piรน piccolo nel regno dei Cieli รจ piรน grande di Giovanni Battistaยป. Gesรน, che si fa il piรน piccolo nel regno dei Cieli รจ piรน grande del profeta Giovanni. Similmente i discepoli di Gesรน sono chiamati a conformarsi a lui e a leggere nella logica del vangelo la loro vita, soprattutto quando รจ segnata da sofferenze che stancano e opprimono. Il ristoro promesso รจ la beatitudine assicurata ai poveri in spirito.
Come Gesรน, anche i suoi discepoli, nella misura in cui si fanno piccoli, riescono a cogliere nelle umiliazioni della vita e ad accogliere nel cuore la grazia di Dio. Questa รจ la logica della croce. Il giogo รจ il patibolo della croce che il discepolo รจ chiamato a prendere su di sรฉ camminando verso Gesรน e dietro a lui.
Gesรน รจ il maestro di vita che insegna a vivere lโapostolato con mitezza e umiltร di cuore. Le prove della vita purificano il cuore e lo rendono pronto e aperto ad accogliere la Parola per metterla in pratica e annunciarla con mitezza e misericordia.
Gesรน accompagna e introduce i suoi discepoli allโincontro con il Padre la cui gloria non schiaccia ma rende leggeri e liberi. Il Padre รจ buono e dolce perchรฉ consola, conforta e dona la gioia.
Meditatio
Il regno dei cieli รจ tutto un altro mondo
Dopo il discorso sulla missione rivolto ai suoi discepoli, Gesรน stesso parte per insegnare e predicare nelle cittร . Giovanni Battista, per mezzo dei suoi discepoli, domanda a Gesรน se รจ lui il missionario di Dio, lโInviato, il Messia. Gesรน rimanda a dati di fatto, a esperienze udibili e visibili: ยซi ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri รจ annunciato il Vangelo. Beato รจ colui che non trova in me motivo di scandalo!ยป (Mt 11, 5). Nelle parole di Gesรน, che riecheggiano quelle dei profeti, sono indicati i destinatari della sua missione. Dio viene a salvare ogni uomo e tutto lโuomo e lo fa con la sua Parola, che non รจ come quella degli altri uomini, anche se hanno la statura morale come quella del Battista; infatti ยซil piรน piccolo nel regno dei cieli รจ piรน grande di luiยป (Mt 11, 11). Comprendiamo che ยซi piccoliยป, destinatari della rivelazione del Padre, sono quelli che il mondo non considera, quelli che non rientrano negli standard di vita imposti dalla societร dei consumi, quelli che vengono ignorati dai programmi di sviluppo ispirati a regole di mercato spietate e disumane. Quelli che sono ai margini Dio li porta al centro della sua attenzione, quelli che sono ignorati Dio li considera lโoggetto principale di cura, quelli che non hanno nome Dio li chiama figli.
I poveri, a cui รจ annunciato il Vangelo, non si contrappongono ai ricchi, cosรฌ come il contrario dei dotti e i sapienti, esclusi dalla rivelazione di Dio, non sono gli ignoranti, ma i piccoli. Questo significa che il punto di vista di Gesรน non รจ solamente sociologico. I piccoli sono coloro che si fanno poveri, cioรจ mancanti, desiderosi e pronti ad accogliere Dio e la sua Parola che sana, fa crescere e arricchire in umanitร . I dotti e i sapienti sono quelli che, pur non avendo ricchezze o titoli o competenze particolari, sono pieni di sรฉ. Nella categoria dei dotti e dei sapienti di questo mondo si collocano coloro che, come il fariseo al tempio, si vanta davanti a Dio delle sue opere, oppure quelli come lโuomo arricchito che pensa a raccogliere tutti i suoi beni e a godersi la vita, oppure coloro che compiono le opere per essere ammirati dagli uomini. I dotti e i sapienti di questo mondo sanno tutto di tutti, ma non conoscono lโamore di Dio, sono presenti in ogni circostanza ufficiale e festosa ma assenti al capezzale di un ammalato, nella solitudine di chi รจ afflitto da qualche problema, nel bisogno del conoscente di essere ascoltati, accolti e contenuti, nella necessitร dei piรน giovani di essere guidati, accompagnati e indirizzati, nel desiderio degli anziani di essere consolati e incoraggiati. I dotti e i sapienti sono attenti a curare nei particolari i loro interessi e capaci di sostenere fatiche intense per raggiungere i propri obbiettivi, ma distratti nella relazione che richiede rinuncia e sacrificio per gli altri.
Al contrario i piccoli sono coloro che, dopo aver fatto un servizio, dicono: ยซsiamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fareยป e sono pronti a ricominciare, perchรฉ non sono paghi di ciรฒ che hanno fatto ma coscienti e desiderosi di fare di piรน e meglio. I piccoli sono coloro che vogliono crescere non davanti agli uomini ma davanti a Dio, non si arrendono ma vogliono esplorare, non si chiudono in difesa ma allargano i loro orizzonti, non costruiscono barrire difensive ma guardano sempre oltre, piรน in alto, piรน lontano; i piccoli bramano di crescere nellโamore a Dio e ai fratelli, รจ il povero in Spirito e il piรน piccolo nel regno dei cieli che perรฒ รจ addirittura piรน grande del Battista.
A questi piccoli Gesรน, come il Padre, si rivolge quando, allargando le braccia invita gli affaticati e gli oppressi a trovare ristoro presso di lui. Coloro che conoscono la fatica del servizio, soprattutto quello non riconosciuto o disprezzato, la stanchezza del corpo e dello spirito nellโessere sempre in prima linea in famiglia, nella scuola, nella societร civile, nella chiesa, quelli che sono gravati di responsabilitร , che spesso pesa perchรฉ richiede di prendere decisioni e di fare scelte impopolari, a tutti questi Gesรน offre il suo abbraccio perchรฉ assaporino la consolazione, gustino la stima di Dio, siano rincuorati e rimotivati, ritrovino lโentusiasmo, riacquistino la speranza.
ยซImparate da me che sono mite e umile di cuoreยป: come la conoscenza, di cui Gesรน aveva parlato poco prima, non รจ comprensione di un concetto o acquisizione di una nozione, ma รจ esperienza di una relazione intima e profonda che unisce le persone che si amano, cosรฌ imparare significa lasciarsi formare nel cuore secondo ยซlo stampoยป di quello di Dio.
La mitezza e lโumiltร , tratti distintivi della missione di Gesรน, sono le due caratteristiche principali del cuore di Dio. Gesรน presenta sรฉ stesso come ยซil piรน piccolo nel regno dei cieliยป. Il regno dei cieli รจ lo spazio nel quale lโuomo e Dio sโincontrano e si amano. Gesรน insegna lโarte di amare, non quella del sedurre e avere successo. Lโamore che Gesรน insegna, cioรจ che segna nel cuore di chi lโaccoglie, รจ mite e umile.
Gesรน รจ mite perchรฉ nellโincontro con il Padre e i fratelli non si arma per rivendicare i suoi diritti, nรฉ si corazza in qualche modo per respingere eventuali attacchi, ma si disarma, si spoglia, si โsvuotaโ, per mostrarsi al Padre e ai fratelli come bisognoso dellโaltro. Il cuore di Gesรน รจ umile perchรฉ desideroso dellโaltro come la terra assetata che si ammanta di bellezza quando lโacqua la feconda.
Alla scuola di Cristo Gesรน, la cui cattedra รจ la croce, impariamo che il segreto della vita sta nella relazione dโamore che unisce il Padre e il Figlio. Gesรน non spiega chi รจ Dio come se volesse dimostrare un teorema matematico, ma lo racconta mentre gli occhi gli brillano per la commozione e le parole gli escono dalla bocca come un canto di lode. Gesรน parlandoci del Padre ce ne fa innamorare e lasciandoci istruire e guarire da Lui nasce anche in noi il desiderio di essere suoi figli.
Il giogo รจ il simbolo della legge a cui sottomettersi. Il giogo di Gesรน non รจ fatto di prescrizioni e precetti pesanti che gli ipocriti impongono sugli altri, ma che essi si scaricano di dosso trovando giustificazioni e scuse di ogni forma. La legge del regno dei cieli, a cui Gesรน stesso si piega, รจ quella che lo Spirito scrive nel cuore dellโuomo. Si tratta veramente di una legge di libertร perchรฉ fa uscire dalla schiavitรน dellโegoismo per metterci nel cuore il desiderio insopprimibile di dare senso alla vita facendone un dono gioioso e gratuito per i fratelli.
Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualitร biblica a Matera
Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna“



