don Paolo Scquizzato – Commento al Vangelo del 25 Maggio 2025

Domenica 25 Maggio 2025 - VI DOMENICA DI PASQUA - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 14,23-29

Data:

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ยซSe uno mi amaโ€ฆ ยป dice Gesรน (v. 23). Ora, cosa potrร  significare โ€œamare Gesรนโ€? Se รจ vero che noi siamo immersi nella divino-umanitร  del Cristo, se รจ vero che siamo cristici, dimora del divino (โ€˜Prenderemo dimora presso di luiโ€™ (Gv 14, 23), se รจ vero che siamo โ€˜a sua immagine e somiglianzaโ€™ credo che โ€˜amare Gesรน significhiโ€™ permettergli dโ€™amarmi, ovvero non porre ostacolo col โ€˜mio e lโ€™ioโ€™ alla sua azione vivificante in me. Divenire trasparente alla sua presenza e azione in me.

La questione รจ sempre la medesima: ยซChi odia la propria vita in questo mondo, la conserva per vita eternaยป (Gv 12, 25), e qui โ€˜odiareโ€™ sta per โ€˜espropriareโ€™ il proprio falso sรฉ, lโ€™ego, per far spazio al divino che siamo, il nostro โ€˜Sรฉ autenticoโ€™.

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โ€˜Amare Dioโ€™ sarร  dunque una sorta di โ€˜non azioneโ€™, al fine di lasciare a lui lโ€™unica azione che conta. Dโ€™altra parte noi siamo per natura โ€˜piena ricettivitร โ€™, e ciรฒ che ci viene richiesto รจ solo di ยซcoltivare tutte le nostre potenze mentali, psichiche e sensoriali perchรฉ si sviluppi in noi il divino, di cui poi fare esperienza di tale sbocciareยป (W. Jรคger).

Allora comprenderemo perchรฉ Gesรน continua dicendo: ยซSe uno mi amaโ€ฆ noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di luiยป (v. 23). Nella non-azione, nel rinunciare a โ€˜scalare il cieloโ€™, si godrร  finalmente del cielo in noi.

Una volta che Dio si espanderร  in noi, plasmati e trasformati in lui, diverremo detentori dello Spirito santo (v. 26) e della pace (v. 27). I due doni del risorto.

E questo Spirito di Dio in noi, assolverร  due compiti fondamentali:

1) ยซInsegnerร  ogni cosaยป (v. 26a), ossia che lui รจ Padre, che noi siamo figli e quindi che lโ€™unico modo per vivere รจ lasciarsi amare, scoprirsi e vivere da fratelli.

2) ยซricorderร  tuttoยป (v. 26b). โ€˜Ri-cordareโ€™, etimologicamente vuol dire ricondurre nel cuore. Chi รจ in Dio, chi รจ stretto in questa unione, puรฒ dimorare finalmente in sรฉ stesso, allโ€™interno di sรฉ, non รจ piรน costretto a perdersi, non รจ piรน frantumato in mille pensieri e azioni che non gli appartengono. Ha le radici ben radicate in sรฉ, al centro del suo cuore.

ยซVi lascio la pace, vi do la mia paceยป (v. 27).

La pace รจ la serena certezza che in questa unione intima con Dio, non รจ piรน necessario crearsi nemici per vivere in pace. Infatti mentre la pace del mondo (cfr. v. 27b) รจ quella fondata sulla violenza, sulla paura, sul dominio, su pericolosi giochi dโ€™equilibrio, la pace di Cristo รจ frutto della vittoria del bene sul male, o meglio del male attraversato dal bene.

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La consapevolezza di essere una cosa sola con la divinitร  che ci pervade, ci fa vivere nella pace, quella che niente e nessuno potrร  toglierci.

Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato.

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