Un pio religioso si avvicina a Gesรน e gli pone una domanda apparentemente semplice: ยซChi รจ il mio prossimo da amare?ยป (Lc 10,29). Domanda retorica. Ogni buon ebreo conosce la Legge e quindi la risposta. Il Levitico a proposito รจ chiaro: ยซAmerai il tuo prossimo come te stessoยป (Lv 19,18), identificando col prossimo il familiare, il parente, il โvicinoโ, lโamico, il connazionale. Non certo il diverso e lo straniero.
Gesรน spezza lo schema. Non risponde con una definizione, ma con una narrazione, con un gesto, con un rovesciamento: la parabola del buon samaritano. E cosรฌ, con radicale semplicitร , cambia la domanda: non โchi รจ il mio prossimo?โ ma โa chi posso io farmi prossimo?โ
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Come se ci dicesse: non domandarti chi รจ da amare, ma disponiti a diventare tu risposta per chiunque chieda amore. ร qui che inizia il cristianesimo.
Lโamore autentico non nasce da una strategia morale, da una selezione ponderata, da un criterio di reciprocitร . Non dice: โmi prenderรฒ cura di lui perchรฉ se lo meritaโ o โperchรฉ la pensa come meโ. No. Lโamore, come dice Simone Weil, โรจ attenzione puraโ. ร una risposta che precede il giudizio. ร la gratuitร che sconfigge la logica della reciprocitร .
Gesรน racconta di un uomo mezzo morto ai bordi della strada. Gli passano accanto un sacerdote e un levita: figure religiose, osservanti, rispettabili. Ma tirano dritto. Toccare il sangue gli avrebbero resi impuri e reso vano il loro servizio al Tempio. Giunge infine un samaritano, per lโestablishment religioso un eretico e uno scomunicato. E questi si ferma. Sรฌ, perchรฉ lโamore comincia proprio col fermarsi.
Il samaritano, anonimo e senza titoli, diventa cosรฌ figura del Cristo. E con lui viene inaugurata una nuova Torah, non piรน fatta di dieci comandamenti scolpiti nella pietra, ma di dieci verbi scolpiti nella carne: Lo vide/Ne ebbe compassione/Gli si fece vicino/Gli fasciรฒ le ferite/Gli versรฒ olio e vino/Lo caricรฒ sulla cavalcatura/Lo portรฒ in albergo/Si prese cura di lui/Pagรฒ per lui/Ritornรฒ da lui.
Questi dieci verbi non sono una morale. Sono una teofania, incarnano il medesimo volto di Dio. Gesรน rompe cosรฌ ogni forma di religione che serva solo a tracciare confini. Ai suoi occhi non conta il dogma, ma il gesto. Non lโappartenenza, ma la compassione. Non un โcredoโ ma la fede, quella che โ come dice Paolo โ โopera per mezzo dellโamoreโ (Gal 5,6).
โHo cercato la mia anima e non lโho trovata. Ho cercato Dio e non lโho trovato. Ho cercato mio fratello e ho trovato tutti e tre.โ (Proverbio sufi)
Essere cristiani in fondo non significa tanto sapere chi รจ Dio, ma saper riconoscere il grido dellโaltro che diventa luogo dโincontro col divino.
Chi ama, anche senza sapere, sta giร pregando. Chi si ferma, anche senza credere, รจ giร sulla via del Regno.
โNon chiederti mai se lโaltro merita il tuo amore. Chiediti piuttosto se tu sei disposto a farti prossimo.โ (Ernesto Balducci)
Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato.
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