La cena di Gesรน รจ essenzialmente un rito commemorativo: si fa memoria del centro incandescente del vangelo riattualizzandolo nellโoggi.
Fare eucaristia รจ un โricordareโ, letteralmente โrichiamare in cuoreโ. ร un far memoria: โfate questo in memoria di meโ disse il maestro di Nazareth, che non vuol dire โmoltiplicate Messe in memoria di meโ, ma appunto un ricordarsi dove sta lโessenza della logica evangelica: si vive attraverso lโuscita dal sรฉ egoico verso lโaltro. Accortisi degli altri dire: โprendete e mangiate; prendete e beveteโ.
Lโeucaristia รจ un far memoria che โse il chicco di grano non muore, non puรฒ portare fruttoโ. Perchรฉ il frutto della vita sta nel far fiorire gli altri.
Chi vive lโeucaristia si nutre per nutrire; mangia per essere mangiato. Distrugge il pane per nutrire le relazioni.
ยซGesรน ha reso presente Dio nella storia umana con la sua attivitร e la sua esistenza. Per questo รจ stato chiamato sacramento di Dio, segno cioรจ della sua presenza nel mondo. Fare memoria di Cristo significa evocare questa sua missione salvifica e impegnarsi a essere epifanie viventi, ร mbiti della sua azione nel mondo. Cosรฌ, se chi partecipa allโeucarestia non mette in moto la fede, cโรจ sรฌ lโazione di Dio, ma il rapporto di presenza non si stabilisceยป (Carlo Molari).
Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato



