Commento al Vangelo del giorno a cura di don Nicola Salsa.
Valorizzate sempre il bene (Mc 9,38-48)
Trascrizione automatica e corretta tramite IA da YouTube – non rivista.
Uniti nell’amore, Gesù fa passare l’unione tra l’uomo e la donna da contratto, da accordo, a unione sponsale dell’uno verso l’altro.
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Dal Vangelo secondo Marco:
Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Nella richiesta dei farisei non è messo in dubbio il divorzio, quanto piuttosto quali siano i motivi per allontanare la moglie. Era comunemente accettata questa pratica, ma si discuteva su quali fossero i motivi validi. La minaccia di allontanamento diventava un’arma molto forte in mano al marito; se ne aveva la possibilità economica, poteva allontanare la moglie e risposarsi, magari con una più giovane. Al contrario, la moglie che veniva allontanata doveva spesso tornare, con grande umiliazione, nella casa paterna, ma spesso non veniva accettata e quindi era condannata alla povertà.
Ma egli rispose loro: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”.
Dissero: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla”.
Mosè aveva concesso questa pratica cercando di arginarla. Il libretto di ripudio era un documento importante che poteva salvare in parte l’onore della donna. In esso c’era la dichiarazione che era stata allontanata non perché avesse tradito, ma per altri motivi. Rimane comunque evidente che in tutto questo era la donna a subire la condizione peggiore.
Gesù disse loro: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione Dio li fece maschio e femmina”.
Gesù rilegge la condizione tra l’uomo e la donna in un’ottica del tutto nuova. Partendo dal progetto, riconosce che tra l’uomo e la donna c’è totale parità e dignità. L’uomo e la donna sono stati creati proprio alla luce della loro complementarietà e non di sudditanza dell’una rispetto all’altro. Per questo, l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque, l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.
Dichiarando indissolubile l’unione, di fatto difende e protegge la donna, che risultava la parte fragile. Ridà equilibrio nella coppia e propone una visione del tutto nuova del matrimonio, non solo come unione patrimoniale dei due, ma nella logica di un progetto comune, di una famiglia, di una chiesa domestica.
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento, ed egli disse loro: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio”.
I discepoli non sono del tutto pronti a seguire le parole di Gesù e chiedono dei chiarimenti. Con queste parole, Gesù vuole porre l’unione tra l’uomo e la donna su un piano più alto e autentico. Dietro queste parole, Gesù rivela se stesso e il suo legame con la Chiesa. Gesù è lo sposo fedele che non rinnega la sua sposa, che è la Chiesa. E questo ci deve rassicurare: nonostante i nostri peccati e le nostre infedeltà, Gesù non ci abbandona.
La stessa Chiesa cattolica, pur con tutte le sue infedeltà e piccolezze, rimane e rimarrà sempre la sposa di Cristo. Avremo sempre la tentazione di cercare altrove, di crearci una nostra chiesa, ma alla fine come potremmo dichiarare che lo sposo della Chiesa abbia rigettato la sua sposa?
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