Il Vangelo di questa domenica, concludendo la lettura del «discorso missionario», ci prospetta il valore dell’accoglienza come cartina al tornasole del nostro essere discepoli del Signore. L’invito di Gesù a non tenere per stessi la propria vita, rappresenta uno sprone a vincere la paura di salvaguardare il proprio ego e le proprie sicurezze, per aprirsi all’incontro con l’Altro e mettersi in gioco con passione e spirito creativo.
Penso a quanti, ogni giorno, si giocano nella cultura della cura per alleviare il dolore e restituire un barlume di speranza, e ai tanti eroi che hanno rischiato la propria vita per restituire la Vita! Di fronte all’individualismo contemporaneo, abbiamo bisogno di lasciarci contagiare dal “vissuto” dei Santi, modelli di un’umanità pienamente compiuta nella pratica del bene.
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Tra questi, vorrei menzionare San Giovanni di Dio. Il suo invito accorato, “Fate bene per amor di Dio, fratelli miei in Gesù Cristo”, è la traduzione plastica del carisma dell’ospitalità, che il Nostro vivrà come presenza dello Spirito in lui, da Granada ai villaggi e alle città dell’Andalusia e della Castiglia, facendosi così buon samaritano delle “periferie esistenziali” del suo tempo, come del resto testimonia la Seconda Lettera a Gutierre Lasso, suo amico benefattore di Malaga:
«Essendo questa una casa per tutti, vi si ricevono indistintamente persone affette da ogni malattia e gente d’ogni tipo, sicché vi sono degli storpi, dei monchi, dei lebbrosi, dei muti, dei matti, dei paralitici, dei tignosi e altri molto vecchi e molti bambini; senza poi contare molti altri pellegrini e viandanti che vengono qui» (n. 5).
Preghiera
Aiutami, Signore, a scorgerTi nel volto dell’Altro!
Domande per noi…
- Preferisco rimanere chiuso in me stesso, o mi apro alla novità dell’Altro?
- Come vivo l’invito ad essere accogliente?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
