La quarta domenica di Pasqua è nota come la domenica del Buon Pastore. È sempre suggestivo contemplare l’icona di Gesù che si presenta come la “porta delle pecore”! Nell’immaginario orientale, la porta protegge la città dalle aggressioni esterne. Secondo la Bibbia, la porta è una metonimia, indica la parte per il tutto: passando per Gesù, la Porta Santa per eccellenza, infatti, abbiamo accesso al Cuore misericordioso del Padre!
Gesù si presenta come il nuovo tempio: «ma egli parlava del tempio del suo corpo» (Gv 2, 21). Come ha scritto P. Di Luccio SJ, «l’identità messianica di Gesù può essere capita nel contesto delle attese di un Tempio futuro ed escatologico».
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Mi piace vedere nella chiosa finale del Vangelo odierno il significato della volontà di Dio: dare «la vita … in abbondanza»! Non si tratta di fatalismo, né di predestinazione. È il desiderio di Vita che Dio ha per noi. E che noi possiamo esaudire vivendo, nella libertà dei figli, la “rivoluzione dell’amore”.
Oggi ricorre anche la 63^ Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che ha come tema: “Aspirate alla santità, ovunque voi siate”, ispirato ad un passaggio dell’omelia di Papa Leone XIV nella messa conclusiva del Giubileo dei giovani a Tor Vergata il 3 agosto 2025.
Nel suo Messaggio, il Santo Padre ci ha invitato a riflettere su “La scoperta interiore del dono di Dio”, ricordando che «la vocazione è un processo dinamico di maturazione, favorito dall’intimità con il Signore: stare con Gesù, lasciar agire lo Spirito Santo nei cuori e nelle situazioni della vita e rileggere tutto alla luce del dono ricevuto significa crescere nella vocazione». Tre sono stati i verbi di consegna per vivere una vita veramente bella: Fermatevi, ascoltate, affidatevi.
Preghiera
Grazie, Signore, per il dono preziosissimo della Vita!
Domande per noi…
1. Qual è la Porta Santa della nostra quotidianità?
2. Viviamo la “vita in abbondanza” nella pratica dell’amore verso tutti, specialmente i poveri e malati?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
