Il Vangelo di questa quinta domenica di Quaresima ci presenta il racconto della risurrezione di Lazzaro a Betania.
Mi piace scorgere in questa pericope evangelica l’elogio dell’amicizia: Gesù, infatti, decide di recarsi in Giudea – proprio in quella regione dove volevano lapidarlo! – affrontando il rischio della morte, pur di mantenere la sua fedeltà al valore dell’amicizia. Siamo di fronte ad un testo nel quale possiamo scorgere uno dei tratti emozionali di Gesù – il suo “essere afferrato da collera- arrabbiarsi” per la morte di un amico – e il suo prendere parte alla sofferenza umana.
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Lazzaro, che significa “Dio presta aiuto”, si trova nel sepolcro già da “quattro giorni”: si tratta di una situazione irrimediabile, senza possibilità di una via d’uscita. Quale speranza di fronte ad un orribile fetore di morte? Ed è proprio in quel perimetro di morte che Gesù si mostra come Colui che è «la risurrezione e la vita»! «E la resurrezione di Lazzaro è semplicemente un messaggio per dirci: non abbiate paura della morte, ma fate in modo che la vostra vita sia piena d’amore vero, perché l’amore vero vi trasmette la vita stessa di Dio, la vita che non muore e non può morire!» (A. Comastri).
Prima di richiamare in vita l’amico, Gesù prega. È, tra l’altro, l’esperienza di quanti pregano per un amico ricoverato in rianimazione! Quando le condizioni della vita si fanno preoccupanti, prendiamo in prestito le parole della professione di fede di Marta: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
«Lazzaro, vieni fuori!»: con questo grido di vita, Gesù ci richiama a Lui, sorgente zampillante di Vita, per attingere parole e gesti che vivificano i tanti cuori aridi e delusi dalla paura della morte!
Preghiera
Aiutami, Signore, ad ascoltare il Tuo grido di Vita!
Domande per noi…
1. Quanto è importante per me il valore dell’amicizia?
2. Riconosco in Gesù la fonte della Vita?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
