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don Mauro Pozzi – Commento al Vangelo di domenica 31 Agosto 2025

Domenica 31 Agosto 2025 - XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 14,1.7-14

Data:

Un vaso pieno non può ricevere niente. Solo chi è bisognoso può ricevere.
don Mauro

Se qualcuno volesse fare un regalo alla Parrocchia di don Mauro
Parrocchia S. Maria delle Grazie: IT09Y0871383900000000012977

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UMILTÁ E POVERTÁ

Il compimento del Regno viene rappresentato spesso nel Vangelo con una festa o un banchetto. Il Padrone di casa è molto generoso, non si preoccupa del ceto dei suoi invitati o della loro importanza, ammette tutti, ma non vuole gli orgogliosi, quelli che credono di valere più degli altri o si preoccupano di apparire importanti.

Colpisce quello che abbiamo letto nel libro del Siracide: molti sono gli uomini orgogliosi e superbi, ma ai miti Dio rivela i suoi segreti. Questa superbia consiste nel credere di essere autosufficienti e di bastare a sé stessi.

Il Signore soccorre chi si fida. A volte siamo chiamati ad affrontare delle situazioni difficili e dolorose, ma se non ci fidiamo della Provvidenza, non possiamo essere aiutati, al contrario confidando avremo tutto quello che serve per affrontare il problema.

Chiedere il Suo aiuto è ammettere la nostra povertà. Dio arricchisce i poveri, ma chi crede di essere ricco è come un vaso pieno, che non ha spazio per ricevere altro. Quando poi ci si preoccupa troppo di sé stessi si perdono di vista gli altri e le loro necessità.

Il Maestro vuole che noi impariamo a mettere da parte il nostro io, senza pensare agli eventuali meriti che le nostre azioni ci possano procurare. Gesù, come dice San Paolo, umiliò sé stesso, non solo facendosi uomo e rinunciando alla divinità, ma vivendo poveramente e dando la sua vita fino alla croce.

Morto nel mondo come il più spregevole dei delinquenti, risorge nel suo Regno come il Re. La sua preoccupazione non è stata quella di conquistare consensi, ma di essere vicino ai bisognosi, cioè ai peccatori, e di fare in tutto la volontà del Padre. Questo è il modello del nostro agire.

Più ci sforziamo di farci belli agli occhi altrui, più costruiamo un traballante piedistallo da cui la caduta sarà rovinosa. Il mondo in cui viviamo è terribilmente competitivo, ci invita continuamente a prevalere sugli altri, a calpestarli per salire più in alto.

Il risultato è la solitudine e la continua paura che qualcuno possa sopraffarci. Mettersi al servizio degli altri invece ci guadagna la serenità, quello che la Bibbia descrive come il sonno del giusto.

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Per questo Gesù ci invita ad essere disinteressati, a non fare il bene per averne un tornaconto. Sarà lui a tributarci la ricompensa, ma quelli che hanno agito per interesse li considera già risarciti.