don Mauro Pozzi – Commento al Vangelo di domenica 15 febbraio 2026

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Osservare una norma morale non limita, ma genera equilibrio in sé stessi e nelle relazioni.
don Mauro

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LO SPIRITO DELLA LEGGE

La legge morale è una guida alla felicità. Essere felici significa vivere pienamente la propria umanità avendo un giusto equilibrio con sé stessi e nelle relazioni.

Una norma indirizza la persona e la invita a osservare un certo comportamento per evitare di provocare sofferenze a sé stesso e agli altri. Questo è il modo positivo di vivere la legge morale, di intenderla cioè come qualcosa che migliora la vita.

In senso negativo invece si può pensare che una norma sia una limitazione e che si possa cercare di osservarla formalmente, cercando però un modo per aggirarla. Gesù invita a vivere la legge in senso positivo, comprendendone lo spirito e non solo fermandosi alla lettera.

Avete intese che fu detto “non uccidere”. La lettera della prescrizione è chiara nel vietare l’omicidio. In generale questa norma è rispettata, non capita spesso di sentire persone che si accusino di aver ucciso, anzi è frequente sentir dire: non ho mai ammazzato nessuno. Se ci si ferma a questo siamo tutti a posto.

Lo spirito della legge è però più ampio. A questo ci richiama il Maestro. Ogni forma di violenza è in qualche modo un omicidio mascherato. La violenza verbale tradisce quello che uno ha in cuore.

L’odio è desiderare l’annientamento dell’altro, in qualche modo la sua morte. Coltivare un rancore può condurre a esercitare la violenza dalle parole fino ai fatti. Ogni azione si concepisce prima nella mente e poi la si realizza. Alimentare un rancore porta a pensieri violenti che in qualche caso possono diventare concretamente omicidio.

L’adulterio, allo stesso modo, non è solo l’atto in sé. Anch’esso si coltiva prima nei pensieri. Il desiderio è disordinato quando porta a pensare all’altro solo come oggetto del proprio piacere. In questo caso non si pensa al benessere della propria famiglia e di quella altrui, non si considerano le conseguenze, ma si cerca solo la propria soddisfazione.

Da dove origina un desiderio disordinato? Dal modo in cui noi guardiamo e da come educhiamo il nostro sguardo. Il pudore è conservare la purezza dei propri pensieri ed evitare comportamenti e atteggiamenti che possano suscitare negli altri appetiti smodati. Ecco perché il Maestro provocatoriamente dice che è meglio buttare via un occhio o una mano piuttosto che il corpo intero. È questo il senso del fuggire le occasioni prossime di peccato. La prevenzione è sempre meglio della cura!

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L’indissolubilità del matrimonio garantisce gli sposi della rettitudine delle proprie intenzioni e fa pensare allo stare insieme come a un progetto che abbraccia tutta la loro vita e quella dei figli. Quando si cerca la verità e il bene del prossimo non serve nemmeno giurare. Non è la paura del castigo che deve portare ad osservare la legge, ma deve esserlo il desiderio di essere uomini e donne autentici, che cercano di vivere in pienezza la loro vita, liberandola dal male e aprendola alla verità.

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