don Marco Pozza – Commento al Vangelo di domenica 27 Settembre 2020

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Gli dico di sรฌ e poi me ne sbatto

โ€œChe me ne faccio di un bravo ragazzo? – riflettรจ il Cristo โ€“ E se fosse tutta una facciata?โ€ Come quelle case finte che hanno solo la facciata, mai finite per mancanza di quattrini: l’ingresso รจ degno d’essere l’ingresso d’una reggia, ma le stanze dentro sono piรน squallide di un tugurio. ยซChe ve ne pare?ยป chiede un Cristo curioso ai sacerdoti e alla gente anziana del popolo: li interroga, vuol che si sentano partecipi del (ri)fiorire del Regno, capiscano che l’obbedienza, senza il cuore libero, รจ la piรน viscida apparenza. Dunque, ancora una volta, ecco una parabola a disposizione, su misura, materia di artigianato: ancora un uomo, due figli (ha sempre due figli l’uomo del Vangelo, ndr), l’identica situazione e, ovvio, due risposte differenti. Una da โ€œGli dico sรฌ e poi me ne sbattoโ€, l’altra โ€œMica sono sfigato da lavorare con mio padre. Un attimo: ci ho ripensatoโ€: ยซChi dei due ha compiuto la volontร  del padre?ยป Il devotissimo disobbediente oppure l’altro, il disobbediente devoto? La risposta, quand’รจ evidente da non poterla tacere, non ammette dubbi: ยซIl primoยป. Questione di logica, di buon senso, di praticitร .

Eppure l’altro, la bella facciata senza stanze, subito gli fa fare bella figura, fa la sua bella figura: โ€œVoi fermatevi pure alla stazione dell’apparenza โ€“ sembra bisbigliare Cristo ai suoi lettori -, io scendo dopo, a quella della sostanzaโ€. Sono facce note, quelle da primi-della-classe, al Cristo operaio: รจ tutta gente che con un’app sembra quasi assomigliare ad un’opera d’arte, ma qualora tu le volessi riconoscere dal vivo ti servirebbe una guida. Nei Vangeli l’apparenza t’incanta, ti incarta: รจ quando la scarti che ti delude: ยซโ€Sรฌ, signore. Ma non vi andรฒยป. Case con la sola facciata addosso, fiori finti che ยซrestano belli per sempre e proprio per questo non sono belli maiยป (G. Faletti). Storie senz’anima, di quelle che poi durano pochi decenni. Una personalitร , pur attorcigliata e sbuffante, regge per tutta la vita: ยซโ€Non ne ho vogliaโ€. Ma poi si pentรฌ e vi andรฒยป. Quest’ultimo รจ una faccia stramba, diversa: nessuna proforma, reverenza, inchino. Solo l’autenticitร  di un’anima libera. Che, essendo libera, รจ libera anche di ricredersi: โ€œLa vigna รจ di famiglia, non รจ soltanto di mio padre: che senso ha, allora, non collaborare alla potatura?โ€ Cristo, se potesse essere l’aiuto del pubblico alla titubanza degli interpellati: โ€œChe ne me faccio di un bravo figliolo tutto casa e chiesa ma senza un pizzico d’amore? Preferisco di gran lunga i ribelli innamorati che gli amori abituatiโ€. Le abitudini, certo, rendono la vita piรน comoda ma anche meno eroica.

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Essere o apparire, dunque? Soprattutto quando la storia dimostra che i piรน grandi misfatti non sono stati affatto compiuti da gente che ha infranto le regole ma da persone che hanno seguito le regole alla cieca, senza pensarci, evitando l’urto della coscienza. Il vaglio della ribellione. E’ una legge di natura che Cristo prende a prestito: sono i cani piรน fedeli al padrone quelli che abbaiano, gli altri sono bigiotteria, compagnia, buon-gusto. Al momento opportuno, tradiranno per un tozzo di pane, una valigia di soldi, una berretta cardinalizia di troppo. Eppure la forma รจ rispettata, l’apparente educazione assicurata: risposte di circostanza ne hanno a bizzeffe. A parole dicono di andare a lavorare nella vigna, poi quella vigna la danno in sub-appalto ad altri. E per loro lavorare sarร  guardare la vigna dal balcone: le bugie piรน crudeli –ย ยซโ€Sรฌ, signore. Ma non vi andรฒยปย – sono sempre raccontate con onestร , pronunciate con tanta educazione. La fedeltร , invece, รจ sempre una ribellione iniziale. Mi piace il verbo ri-bellarsi: mi suona un po’ come (ri)voltarsi, una sorta di torcicollo verso il bello. (Ri)bellare รจ tornare a guardare il bello dopo averlo rifiutato:ย ยซVolgeranno lo sguardo a colui che hanno trafittoยปย (Gv 19,37), si ri-belleranno a Lui. Torneranno belli. Mignotte e farabutti si (ri)bellano, hanno il torcicollo: provano anche ad andarsene ma, facendolo, scoprono d’essere sul punto d’ammattire: โ€œDove andare senza di te, amore?โ€ย Chissenefregaย dei bravi ragazzi. Peccato che in me, a giorni alterni, convivano entrambi. Dilaniandomi.ย 

Commento a cura di don Marco Pozza

(Qui tutti i precedenti commenti al Vangelo di don Marco)

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