don Marco Pozza – Commento al Vangelo di domenica 25 Aprile 2021

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Non al lupo, attenti al (falso) pastore

Chissร  quanti, tra quelli che Gli andavano appresso, gliel’avranno detto in tutte le salse: โ€œTieniti da parte qualcosa, che se poi ti mollano ti ritroverai da solo a svangare la vita!โ€ E Lui, ogni volta, a battere a testa bassa la sua strada, a rimettere mano nelle tasche del suo cuore per non cedere alle diavolerie: โ€œFร  niente, ho giร  messo in conto che i miei amori di oggi possano diventare i miei carnefici di domani. Avanti sempre!โ€ La linea di confine รจ sottilissima: la pecora ringrazia il pastore che tiene lontano il lupo dalla sua gola, รจ il suo liberatore. Il lupo, invece, denuncia lo stesso pastore per aver distrutto la sua libertร .

โ€œE’ la libertร , amici miei โ€“ avrร  detto sommessamente tra un buu e un urra! il Messia -: sarร  sempre la libertร  a fare la differenza tra pastori e mercenari. Il segreto รจ tutto qui!โ€ Ecco chiarita la prima legge di pastorizia: quando il pastore รจ cieco, il gregge si disperde. E il pastore mostra d’essere un mercenario, il migliore amico del lupo: ยซIl mercenario โ€“ non รจ sprovveduto in materia il Cristo narratore โ€“ che non รจ pastore, e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge. Il lupo le rapisce e le disperde; perchรจ รจ un mercenario e non gli importa delle pecoreยป. Non gliene frega un fico secco delle pecore: dentro i vangeli, mai manifestazione di disinteresse piรน schietta รจ mai stata lasciata ai posteri. Fregarsene, disinteressarsene, lasciare per strada: chissenefrega!

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Da piccoli c’insegnano che ogni gregge ha la sua pecora nera. I Vangeli, al netto di qualsiasi malinteso, avvisano dell’esistenza dei pastori-neri: ยซIo sono il buon pastoreยป mette in chiaro Cristo. โ€œBuonoโ€ nel senso greco di โ€œbelloโ€: รจ il bel pastore, il piรน bello tra tutti i pastori, quello Maiuscolo perchรจ ยซdร  la vita per le proprie pecoreยป. Strano come pastore, basterebbe chiederlo ai pastori: per tutto il bene che si voglia ad una pecora, nessun pastore darebbe la sua vita al posto di quella d’una pecora.

Morisse una pecora, piangerebbe, scriverebbe un post su facebook, si dispererebbe. Magari anche cadrebbe in depressione, ma da qui a morire al posto di una pecora ce ne passa di cuore. Cristo, invece, alza l’asticella: โ€œLa mia vita viene dopo la tua, prima tu e poi me: fatti avanti tu, che io muoio al posto tuo!โ€ Con annessa cagione di arrabbiatura da parte del gregge suo: ยซHo altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidareยป. Che non nascano gelosie, insomma, da parte di chi dice: โ€œE’ mio il pastore. No: รจ mio! Sono arrivato prima io. Zitta tu, che sei fuggita dall’ovile tre volte: vergognati!โ€ A catechismo c’insegnano ad avere paura del lupo, quando il vero pericolo, nelle comunitร  cristiane, sovente viene dalle pecore. Non dai lupi.

Gioca (quasi) d’anticipo sulla Chiesa, il fondatore. Quanti pastori diventano mercenari appena ricevuto lo stemma di pastore: dal grado piรน alto, a quello piรน piccolo. Comunitร  abbandonate, greggi orfani con pastori viventi, ovili chiusi per non doverli pulire. Peggio: pecore aizzate perchรจ diventino lupi nei confronti di altre pecorelle del medesimo gregge. I mercenari โ€“ la dodicesima percentuale della prima chiesa, (don) Giuda mostrรฒ d’essere tale โ€“ sono padri bravissimi coi figli che non chiedono la faccia del padre, si fanno latitanti quando un figlio avrร  bisogno che il padre dica una parola, prenda posizione, mostri d’esser pastore.

โ€œNon รจ il bastone, o il cappello, a fare il pastore โ€“ avrร  insegnato nonno Gioacchino a Gesรน -. E’ la voce: chi possiede quella, possederร  il gregge interoโ€. Irridono un Papa quando chiama al telefono. Applaudono (applaudivano, ndr) gli uomini di Chiesa quando indossano strumenti di potere. A conti fatti, perรฒ, ciรฒ che rimane รจ l’eco di una voce, non il frastuono di un applauso pilotato: โ€œPronto, sono Papa Francescoโ€. La gente si stupisce, non ci crede, tracolla: ยซAscolteranno la mia voceยป. L’aveva detto, tutto semplice: solo il pastore che usa la voce รจ pastore. Al pastore afono nessun potere sulle pecore. Ecco perchรจ un esercito di pecore condotte da un leone sconfiggerร  un esercito di leoni condotto da una pecora.

Commento a cura di don Marco Pozza
(Qui tutti i precedenti commenti al Vangelo di don Marco)
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