Vedere lโinvisibile: uno sguardo dal cuore
Ci sono corpi vivi e dolenti accanto a noi, occhi che implorano attenzione e com-passione, ci sono mani che si tendono senza voce. Aspettano.
Non hanno altro se non la pazienza di aspettare che qualcuno si accorga di loro, che qualcuno si svesta della propria indifferenza e li guardi e veda finalmente il loro bisogno di aiuto. Il popolo degli indifferenti prolifica da tempo immemorabile: giร ai tempi di Gesรน camminava nelle piazze e nel tempio, ciascuno di loro profumato e vestito per bene, ciascuno con la pancia piena e gli occhi appannati dal buon vino.
Occhi che perรฒ non vedono e che non sanno commuoversi. Costoro non godono della simpatia di Gesรน, li attacca infatti piรน volte, non per il fatto che possiedano ricchezze, ma piuttosto per quellโimplacabile rinchiudersi nel loro agio, per quella miopia che li costringe a guardare nel loro minuscolo e ristretto campo visivo, nellโasfittico cerchio di sรฉ stessi.
Lo ripete Gesรน piรน volte fino a sospirare che ยซรจ piรน facile che un cammello entri dentro la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieliยป. Un regno piccolo e povero come un chicco di senape, come la pioggia nella primavera, come il desiderio di un prigioniero, come il giorno di un malato, come la mano in cui si piange.
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