Il «non aver paura» di Dio una carezza sulle paure
Basta un passero che se ne sta nascosto tra i rami a far cantare tutto un albero; forse per questo la sua vita, fatta di piume, agli occhi di Dio diventa preziosa. Ogni passero è guardato, custodito da occhi vigili, affinché non cada e possa continuare a cantare.
E se un passerotto, così modesto e insignificante diventa oggetto di tanta premura, a maggior ragione la mia vita è in buone mani se vegliata da occhi così attenti.
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«Non aver paura», mi dice e me lo ripete oggi Gesù, «non aver paura». È come una carezza sulle mie paure di non valere mai abbastanza, del giudizio degli altri, di perdere ciò che ho costruito; sul terrore di essere invisibile e dimenticato, di non essere all’altezza di questo mondo così competitivo, che chiede perfezione e misura le mie prestazioni, che mi costringe a indossare la maschera della presentabilità.
Il Suo sguardo su di me dilata l’orizzonte, me lo allarga e rende penetrabile; sventola una luce che soffia speranza, curiosità, e il coraggio dell’invisibile.
Mi suggerisce oggi Gesù di portare tutto alla luce del sole, come quando si apre una finestra tenuta chiusa troppo a lungo, come quando si esce da un tunnel.[…] Continua a leggere su Avvenire.
