Andare oltre la Legge è andare in profondità
Mi piace questo Gesù che scava, che va nel profondo, che porta alla luce ciò che conta davvero: forse è questo il vero significato del “portare a compimento”, perché è come se ci spingesse a non fermarci sulla superficie delle cose, a non galleggiare inerti sul pelo dell’acqua della vita.
Sembra dirci: «Sono venuto a svelarvi l’anima segreta della vita, non impoveritela, non inariditela, non immobilizzatela. Andate più a fondo, guardate bene cosa vuol dire non uccidere, non commettere adulterio, cosa significa davvero perdonare e amare».
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Quel «ma io vi dico» non viene detto da Gesù per alzare la posta o per renderci più difficili le cose, ma è piuttosto un invito a guardare meglio, a fare attenzione ai dettagli, ad essere più veri e umani. Lui sa bene che il suo regno non è fatto da eroi: è gente semplice, che sa, però, come guardare, come parlare, cosa scegliere; gente che sa andare oltre, che sa cogliere il succo, che riesce a intravedere l’orizzonte.
Che non vive al ribasso. Dio non si accontenta di persone corrette: sogna uomini e donne vivi, liberi, riconciliati, capaci di amare senza sconti; uomini e donne che non si riparano dietro i facili nascondigli del sentirsi a posto, per il pensiero di aver rispettato tutti e dieci i comandamenti. No, Lui ci vuole in cammino, vigili, attenti ai dettagli che ci circondano, a ciò che può crescere dentro di noi.[…] Continua a leggere su Avvenire.
