Dio รจ per noi molto spesso uno a cui mandare ambasciate affinchรฉ se ne stia lontano, perchรจ siamo convinti che la sua presenza limiti la nostra libertร di movimento, che ci tolga qualcosa. In realtร รจ come se un uomo si mettesse in testa di voler vincere una corsa e allo stesso tempo mandasse ambasciate alle sue gambe per dir loro di star lontano da lui: come fa un uomo senza gambe a correre?
Dio รจ un po’ cosรฌ per noi: le gambe di cui abbiamo bisogno per essere davvero liberi, per andare dove dovremmo, per realizzare ciรฒ che ci portiamo nel cuore. Tenere Dio lontano dalla nostra vita significa allontanare la possibilitร di vivere davvero. E la sua assenza invece di un investimento su di noi, la leggeremmo come il tempo in cui sprecar tutte le monete che ci ha dato, o il tempo della paura e del girare a vuoto (la pigrizia).
Non รจ forse giร inferno vivere sempre con la paura, o girare a vuoto? Cristo รจ venuto a salvarci da questo, ma non puรฒ farlo senza che glielo lasciamo fare.ย Un genitore o un educatore onnipresente puรฒ tirare fuori solo figli frustrati e insicuri. ร la possibilitร di una sana assenza che spinge a crescere, a far fruttificare.
Certo, questo non รจ automatico, la storia del vangelo di oggi risponde cosรฌ drammaticamente a chi ha fatto lโatto di fiducia di affidare qualcosa e di sentirsi dire: โecco la tua mina che ho tenuta nascosta in un fazzoletto, perchรฉ ho avuto paura di te che sei uomo duro; tu prendi quello che non hai depositato, e mieti quello che non hai seminatoโ.
Ma non รจ forse questa la piรน grande sfida educativa? Cioรจ insegnare che nรฉ la paura, nรฉ il giudizio, nรฉ il senso di colpa possono essere criteri su cui fondare la propria vita, pena vedersela consumata, paralizzata, morta, vuota.
Infatti cโรจ sempre una conseguenza a chi davanti alla fiducia reagisce con la pigrizia o con la paura. Il messaggio รจ chiaro: noi possiamo disobbedire sia alla pigrizia che alla paura. E questa disobbedienza puรฒ tirar capolavori. Questa disobbedienza ci trasforma da servi a figli.
Fonte: nellaparola.it
NUOVO COMMENTO DA FACEBOOK
โGesรน disse ancora una parabola perchรฉ era vicino a Gerusalemme ed essi credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altroโ. Questi versetti introduttivi che si trovano allโinizio del Vangelo di oggi, fotografano un atteggiamento personale e comunitario che di tanto in tanto si affaccia anche nella vita attuale: farsi molte domande sulla fine del mondo perdendo di vista il presente piรน immediato. Ed รจ proprio per questo che Gesรน racconta la parabola dei talenti. Tutto il racconto ruota attorno allโassenza di questโuomo di nobile stirpe che รจ partito per un paese lontano e nessuno sa quando tornerร .[…] Continua a leggere qui.
AUTORE: don Luigi Maria Epicoco | PAGINA FACEBOOK



