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don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 31 Dicembre 2024

Il grande esame di coscienza che accompagna l’ultimo giorno dell’anno è illuminato dalle dense parole del prologo del Vangelo di Giovanni. Questo brano del Vangelo è tra i più ricchi di luce e proprio per questo si fa fatica a tenere gli occhi aperti su tutto ciò che vuole indicarci.

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Forse però potrebbero essere due le provocazioni che possiamo prendere in considerazione: la prima riguarda ciò che non abbiamo saputo cogliere da questo anno che è passato. Quante occasioni perdute. Quanta mancanza di accoglienza. Quanta pigrizia o egoismo ci ha fatti ripiegare su noi stessi:

“Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto”.

Non dobbiamo avere paura di ammettere ciò che non siamo riusciti ad accogliere, anzi proprio da questa consapevolezza possiamo imparare a ringraziare e a non sprecare più, perché chi accoglie sperimenta il miracolo dei figli:

“A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati”.

La caratteristica dei figli è fondamentalmente una: sono liberi. E possono esserlo solo perché si sentono amati, si sentono di qualcuno, si sentono al sicuro. I figli partecipano delle cose del Padre.

Se il Padre è Dio allora i figli partecipano della stessa divinità. Ciò non significa che hanno superpoteri ma partecipano di ciò che Dio è nella Sua Essenza: Dio è Amore. I figli diventano così riflesso di questo Amore. 

Autore: don Luigi Maria Epicoco
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