don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 23 Agosto 2025

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Vangelo del giorno di Mt 23,1-12

Dicono e non fanno.

In quel tempo, Gesรน si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
ยซSulla cattedra di Mosรจ si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciรฒ che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perchรฉ essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattรจri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbรฌ” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbรฌ”, perchรฉ uno solo รจ il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perchรฉ uno solo รจ il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perchรฉ uno solo รจ la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi รจ piรน grande, sarร  vostro servo; chi invece si esalterร , sarร  umiliato e chi si umilierร  sarร  esaltatoยป.
Parola del Signore.

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Il motto di dire cose giuste e farne di sbagliate รจ molto diffuso in ogni ambito, perchรฉ vige un mestiere che non passa mai di moda.
Si chiama โ€œesperto di vite altruiโ€.

Ascolta “don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 23 Agosto 2025” su Spreaker.

Questo mestiere gratuito si esplica nel fare sempre i maestri e i moralisti con la vita degli altri, ma quasi mai chi fa questo comprende che ogni vero cambiamento, fosse anche quello del tuo prossimo che sbaglia, nasce sempre dal cambiamento di se stessi.

La mia conversione รจ lโ€™unica predica che gli altri accetteranno.
La mia coerenza รจ lโ€™unico argomento convincente agli occhi di chi mi guarda.
La mia testimonianza รจ lโ€™unico modo che noi abbiamo per rendere visibile ciรฒ che crediamo.

In questo senso Gesรน dice di non chiamare nessuno โ€œmaestro o padreโ€, perchรฉ lโ€™unico vero Maestro e Padre sta in cielo e noi siamo tutti sulla stessa barca.
E siamo autorizzati ad essere padri e guide solo se siamo segno Suo e non nostro.

Con ciรฒ Gesรน non vuole svuotare di autorevolezza e credibilitร  i padri e i maestri.
Vuole solo ricordarci che la credibilitร  di un padre o di un educatore sta nel non dimenticare mai che, prima di essere un padre o un maestro, anchโ€™egli รจ un figlio e un discepolo.

La memoria di avere bisogno, di non essere degli arrivati, di non bastare a se stessi, ci aiuta ad avere parole credibili e ragionamenti molto umani.
Infatti noi perdiamo di umanitร  quando ci dimentichiamo di venire dalla medesima condizione, di avere le stesse domande, e di sperimentare la stessa debolezza.
Ricordarselo ci umanizza.

Quello che Gesรน propone รจ la guarigione dallโ€™ipocrisia, la malattia che ci fa vivere scissi tra la veritร  di noi stessi e la maschera che indossiamo.
Ricercare lo sguardo compiaciuto e ammirato dellโ€™altro, delle volte, ci spinge ad essere attori, non veri discepoli.

Non si puรฒ emulare la veritร , il bene, la giustizia, lโ€™onestร .
Chi recita in questi ambiti, prima o poi, commette sempre qualche passo falso che fa crollare tutto il castello.
รˆ lo scandalo a cui sovente assistiamo tutti, e che rappresenta un rischio anche per noi.

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