don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 20 Novembre 2021

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AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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FONTE: Amen – La Parola che salva – ABBONATI A 12 MESI (12 NUMERI) A 34,90โ‚ฌ


Gesรน smonta la tesi del racconto dei sadducei che portando il caso di una donna che sposata con sette fratelli e vedendoli morire uno ad uno si troverร , secondo loro, nella contraddizione di non sapere a chi appartiene quando tutti risorgeranno. Ma quella donna non รจ un oggetto, e nessuno puรฒ possederla, specialmente nella logica del regno di Dio che รจ una logica di strutturale e radicale libertร .

ยซI figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dellโ€™altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie nรฉ marito; e nemmeno possono piรน morire, perchรฉ sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dioยป.

Ma questo non lo si comprende se non a patto di aprire e non chiudere la mente. Se cโ€™รจ un punto su cui la nostra fede si regge o cade questo punto รจ la resurrezione. Giร  ai tempi di Gesรน cโ€™era una separazione netta tra chi credeva in essa e chi no. Cโ€™รจ perรฒ anche da dire che anche tra quelli che ci credono ai giorni nostri, qualcuno si รจ fatto unโ€™idea sbagliata confondendo la resurrezione con una qualche forma di reincarnazione, o rivitalizzazione di un cadavere.

La resurrezione รจ un fatto che sfugge dallโ€™essere descritto nella sua totalitร . Di certo perรฒ sappiamo che รจ il dono di una vita concreta, in un corpo concreto, liberato perรฒ dalla dittatura del peccato e della morte. Nessuno puรฒ spiegare questo mistero perchรฉ come tutti i misteri al massimo si puรฒ farne esperienza. Di certo perรฒ non si puรฒ comprendere nulla della resurrezione se la si concepisce come la stessa vita che cโ€™รจ qui.

Un seme ha una vita, ma quando muore (germoglia) diventa un albero che รจ anchโ€™esso vita, รจ vita che viene dal seme, ma nessuno si sognerebbe di dire che รจ come prima, poichรฉ invece รจ radicalmente diverso. Allo stesso modo pensare la resurrezione con le stesse logiche di possesso e di limite con cui ci viviamo la vita qui, significherebbe non comprendere nulla della vita donata nella resurrezione.