don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 2 Aprile 2023

1511

Attraverso la porta della Domenica delle Palme, entriamo nella settimana piรน santa per noi cristiani. Mai come questโ€™anno abbiamo bisogno di questi giorni per imparare la via dโ€™uscita dal buio in cui ci sentiamo prigionieri.

Per questo i giorni di questa settimana sono un grande esercizio di discepolato. Dobbiamo imparare ad andare dietro a Gesรน, seguirlo, rallentando il racconto della Passione fino a farci prossimi a Lui nella sua tristezza, nella sua angoscia, nel suo sentirsi abbandonato, nella sua sofferenza, e solo cosรฌ scoprire che da soli siamo solo condannati; aggrappati a Lui, invece, possiamo venir fuori da qualunque sepolcro perchรฉ Egli ci mostra il giusto modo di vivere ciรฒ che noi sappiamo vivere solo con impotenza, angoscia e panico.

Gesรน non ci ha dato la spiegazione della nostra sofferenza, ci ha chiesto di afferrargli la mano. Uniti in quella stretta sperimentiamo davvero il significato della Pasqua: โ€œpassare da una situazione di morte a una situazione di vitaโ€.

Ecco perchรฉ, soprattutto nelle difficoltร , lo acclamiamo cosรฌ come ci insegna il Vangelo di oggi: โ€œBenedetto colui che viene nel nome del Signoreโ€. Egli viene con lo scopo preciso di salvarci.

Oggi, con semplicitร , ripetiamo continuamente โ€œBenedetto colui che viene nel nome del Signoreโ€, come una giaculatoria che ci aiuti a fare memoria che Dio ha mandato Suo Figlio a salvarci. E che il buio (qualunque esso sia) ha giร  le ore contate.

โ–  NUOVO COMMENTO DALLA PAGINA FACEBOOK

“I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesรน: condussero lโ€™asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere”

L’asina di cui Gesรน si fa bisognoso per entrare a Gerusalemme รจ forse l’immagine piรน bella della Chiesa. Dovremmo essere noi quest’asina che senza pretese di essere cavalli di razza, abbiamo comunque l’onore di portare il Figlio di Dio. E tanto piรน saremo umili, tanto piรน parrร  evidente che รจ Gesรน che portiamo.

La Settimana Santa inizia con le urla degli “Osanna” rivolti a Gesรน; pochi giorni dopo, nel Giovedรฌ Santo diverranno, “sono forse io?”; nel Venerdรฌ Santo,”Crocifiggilo!”; poi si muteranno nel grande silenzio del Sabato Santo per diventare poi lacrime asciugate dal Risorto il giorno di Pasqua.


Commento al brano del Vangelo di: Gv 11,45-56
AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
PAGINA FACEBOOK