HomeVangelo del Giornodon Luigi Maria Epicoco - Commento al Vangelo del 13 Marzo 2024

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 13 Marzo 2024

Commento al brano del Vangelo di: Gv 5, 17-30

Se volessimo riassumere tutto il rancore accumulato dai Giudei nei confronti di Gesù lo ritroviamo ben espresso in questa annotazione del Vangelo di oggi:

“Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio”.

Gesù è insopportabile perché considera Dio suo padre, infrangendo tutta quella distanza a cui erano abituati i suoi contemporanei. In realtà questa distanza è la cosa che accomuna da sempre ogni esperienza religiosa lungo la storia: Dio è Dio proprio perché c’è una radicale distanza tra noi e Lui.

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Gesù comprime questa distanza e ci insegna attraverso la sua testimonianza che Dio è tale in virtù dell’amore che ha per noi e non semplicemente per la sua radicale alterità. Dovremmo domandarci se noi coltiviamo più la distanza da Lui che la prossimità.

Il Dio distante molto spesso corrisponde a quell’aspettativa psicologica che è la rassicurazione. Il Dio di Gesù Cristo è invece quel Dio reale che prende sul serio ogni uomo e ogni donna nella loro totalità.

Quando Gesù dice che Dio è suo Padre si sta riferendo non in maniera simbolica a una parte di sé, ma alla sua intera persona. Per questo la resurrezione è qualcosa che riguarda anche il nostro corpo e non è solo una dimensione dell’anima.

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Un uomo paralizzato da trentotto anni è il protagonista del Vangelo di oggi. Egli è raggiunto da una domanda semplice e profonda da parte di Gesù: “Vuoi guarire?”. Troppe volte noi vorremmo che Gesù ci spiegasse il significato di certe sofferenze, il perché ad esempio abbiamo passato trentotto anni della nostra vita paralizzati in qualcosa, o il perché è successo o meno questo o quello. La fede non serve a dare spiegazioni ma a non perdere di vista ciò che conta, e quest’uomo ha certamente perso di vista la speranza. Infatti davanti alla domanda che lo interroga sul volere o meno guarire, egli non risponde si, ma polemizza: «Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualche altro scende prima di me». […] Continua a leggere qui.


Autore: don Luigi Maria Epicoco
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